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Un Mondo Migliore
Programma del Partito Comunista Operaio

Adottato al Primo Congresso del Partito Comunista Operaio d'Iran, Luglio 1994





                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               
         
UN MONDO MIGLIORE
Programma del Partito Comunista Operaio

1


BASI SOCIALI E INTELLETTUALI DEL
COMUNISMO OPERAIO






UN MONDO MIGLIORE

Cambiare il mondo per crearne uno migliore è sempre stata una profonda aspirazione degli esseri umani in tutta la storia delle società. È vero che persino il mondo attuale, per così dire moderno, è dominato da idee fataliste, religiose e non religiose, che dipingono lo stato presente di prostrazione dell'umanità come qualcosa di normale e inevitabile. Nonostante ciò, la vera e propria vita e le azioni delle stesse persone rivelano una fiducia profonda e solida nella possibilità e anche nella certezza di un futuro migliore. La speranza che il mondo di domani possa essere libero delle ineguaglianze di oggi, delle sofferenze e delle privazioni, credere che le persone possano, individualmente e collettivamente, influenzare la forma del mondo a venire, è una concezione profondamente radicata e potente nella società, che guida la vita e le azioni di vaste masse.

Prima di tutto, il comunismo operaio sta qui, nella fiducia incrollabile di innumerevoli persone e di generazioni dopo generazioni, che costruire un mondo migliore e un migliore futuro con le proprie mani è necessario e possibile.


LIBERTÀ, EGUAGLIANZA, PROSPERITÀ

Chiaramente, l'immagine che ognuno di noi ha di un mondo ideale non è una e una sola. Comunque, per tutta la storia umana certe idee sempre si sono imposte come misure della felicità umana e del progresso sociale, tanto che oggi esse fanno parte integrante del vocabolario politico universale, come sacri princìpi. Libertà, uguaglianza, giustizia e prosperità sono le prime tra esse.

Precisamente questi ideali formano le fondamenta intellettuali del comunismo operaio. Il comunismo operaio è un movimento per cambiare il mondo e dare inizio a una società libera, uguale, umana, prospera.


LOTTA DI CLASSE: PROLETARIATO E BORGHESIA

Comunque, i comunisti operai non sono un branco di utopici riformatori ed eroici salvatori dell'umanità. La società comunista non è un disegno fantastico o una ricetta concepita da onniscienti benefattori. Il comunismo operaio è un movimento sociale che sorge dall'interno della stessa moderna società capitalista, un movimento che riflette l'orizzonte, gli ideali e la protesta di un vasto settore di questa società stessa.

La storia di ogni società finora è stata una storia di lotte di classi. Una lotta senza interruzioni, ora nascosta ora palese, è continuata tra classi sfruttatrici e sfruttate, classi che opprimono e classi che sono oppresse, nelle differenti epoche e società. Tale lotta di classe è la sorgente principale del cambiamento e della trasformazione sociale.

Le società precedenti si edificavano su una complessa gerarchia di classi e strati. La società capitalista moderna, invece, ha semplificato drasticamente le divisioni di classe. Con tutta la varietà di occupazioni e la ramificata divisione del lavoro presente in essa, la società attuale nel suo insieme è organizzata principalmente intorno a due campi di classe opposti: operai e capitalisti, proletariato e borghesia.

L'opposizione di questi due campi è, al livello più fondamentale, la fonte di tutta la molteplicità di conflitti economici, politici, intellettuali e culturali che si hanno nella società esistente. Non solo la vita politica ed economica della società, ma anche la vita culturale, intellettuale e scientifica della umanità - aree che sembrano essere domini indipendenti che stanno al di sopra delle classi e non ne dipendono - portano il marchio di questo schieramento centrale nella società capitalista moderna. Il campo del proletariato, degli operai, con tutta la varietà di pensieri, ideali, tendenze e partiti presenti in esso, rappresenta la volontà di cambiare il sistema in favore degli oppressi e dei poveri. Il campo della borghesia, anch'esso con tutte le varie articolazioni di pensiero, partiti politici, pensatori e leader, sta a preservare lo stato di cose presente e a proteggere il sistema capitalista e il potere e i privilegi economici e politici della borghesia, contro la spinta degli operai per uguaglianza e libertà.

Il comunismo operaio emerge da questa lotta di classe. Appartiene al campo del proletariato. Il comunismo operaio è il movimento rivoluzionario della classe operaia per rovesciare il sistema capitalista e creare una nuova società senza classi e senza sfruttamento.


COMUNISMO OPERAIO

Comunque, non solo libertà ed eguaglianza, ma persino l'ideale di abolire classi e sfruttamento non sono unicamente del comunismo operaio. Questi obiettivi sono stati la bandiera di altri movimenti e altre classi oppresse anche in società precedenti. Ciò che contraddistingue il comunismo operaio come movimento è il fatto che esso emerge in opposizione al capitalismo, vale a dire l'ultimo e più moderno sistema di classe.

Il comunismo operaio è il movimento sociale del proletariato, una classe che è essa stessa un prodotto del capitalismo e della moderna produzione industriale, e la principale classe sfruttata in tale sistema. E una classe che vive grazie alla vendita della propria forzalavoro, e non ha altri mezzi per vivere che la propria forzalavoro. Il proletario non è uno schiavo, non è un servo, non è un artigiano; non è proprietà di nessuno, e nemmeno possiede i suoi mezzi di produzione. E nello stesso tempo libero e forzato a vendere la propria forzalavoro sul mercato al capitale.

I princìpi e gli ideali sociali del comunismo operaio derivano dalla critica delle fondamenta economiche, sociali e intellettuali del capitalismo. Si tratta di una critica dal punto di vista della classe degli operai salariati in questa società, e di conseguenza integrale e rivoluzionaria. La gente che lavora ha una concezione della libertà, della uguaglianza, della felicità umana che inevitabilmente è ed è sempre stata nelle precedenti società un riflesso dei rapporti sociali esistenti e della posizione rispetto alla produzione e alla proprietà. La concezione che lo schiavo aveva della libertà non andava molto oltre l'abolizione della schiavitù, e la concezione del servo o dello artigiano urbano della uguaglianza non poteva essere niente di più della uguaglianza nei diritti di proprietà. Ma con la nascita del proletariato, la grande massa di produttori liberi da ogni forma di proprietà dei mezzi di produzione, una classe la cui sottomissione e il cui sfruttamento economici si basano precisamente sulla sua libertà legale, il concetto di libertà e uguaglianza cambia radicalmente. Il proletariato non può liberare se stesso senza che la società, come tale, venga liberata dalle divisioni di classe e dalla proprietà privata dei mezzi di produzione. Eguaglianza è una nozione non solo giuridica, ma anche, e fondamentalmente, economica e sociale.

Con il marxismo, la critica proletaria del capitalismo, il movimento comunista operaio e il punto di vista sociale comunista operaio, che erano emersi con la Rivoluzione Industriale, conquistarono una coerenza, una chiarezza, un vigore teorico immensi. Il movimento comunista operaio è, da allora, legato inseparabilmente al marxismo e alla marxista critica dell'economia politica della società capitalista.

Il comunismo operaio è un movimento sociale che è venuto alla luce con la nascita del capitalismo e della classe degli operai salariati, e rappresenta per la classe operaia la più profonda e più universale critica del capitalismo e dei suoi malanni. Gli obiettivi e il programma pratico di questo movimento si basano sulla critica marxista delle basi del capitalismo contemporaneo, cioè dell'ultima, della più moderna, della più avanzata forma di società di classe.

Il comunismo operaio non è un movimento separato dalla classe operaia. Non ha interessi oltre quelli della intera classe operaia. Ciò che contraddistingue questo movimento dagli altri movimenti e dagli altri partiti operai è che, in primo luogo, nelle lotte di classe nei vari paesi sostiene la causa dell'unità e dei comuni interessi degli operai di tutto il mondo, e in secondo luogo rappresenta, nei diversi stadi e sui vari fronti delle lotte degli operai, gli interessi della classe operaia come un tutto. Quindi, il comunismo operaio è il movimento del settore più avanzato della classe operaia che comprende il fine ultimo e le condizioni e i prerequisiti della vittoria e cerca di riunire i vari settori della classe operaia.

         
Un Mondo Migliore - Parte 1 - II

CAPITALISMO




UN BILANCIO DA TRACCIARE

Il sistema capitalista sta dietro tutte le disgrazie che gravano sull'umanità oggi. Povertà, privazioni, discriminazione, disuguaglianza, repressione politica, ignoranza, bigotteria, arretratezza culturale, corruzione, crimine, essere senza lavoro, senza casa, senza sicurezza economica e politica, sono tutti prodotti inevitabili di questo sistema. Nessun dubbio che gli apologeti borghesi si affretteranno a dirci che tutto ciò non è stato inventato dal capitalismo, ma esisteva già prima, che sfruttamento, repressione, discriminazione, oppressione della donna, ignoranza e pregiudizi, religione e prostituzione sono più o meno altrettanto vecchi quanto la società umana stessa.

What is being covered up here is the fact that, firstly, all these problems have found a new meaning in this society, corresponding to the needs of capitalism. These are being constantly reproduced as integral parts of the modern capitalist system. The source of poverty, starvation, unemployment, homelessness and economic insecurity at the end of the 20th century is the economic system in place at the end of the 20th century. The brutal dictatorships, wars, genocides and repressions that define the life of hundreds of millions of people today draw their rationale from the needs of the system that rules the world today and serve specific interests in this world. Women's oppression today is not the result of medieval economy and morality, but a product of the present society's economic and social system and moral values.

Cosa vogliono occultare qui è il fatto che, in primo luogo, tutti questi problemi hanno trovato un significato nuovo in questa società, in corrispondenza ai bisogni del capitalismo. Tutti vengono costantemente riprodotti come parti integranti del moderno sistema capitalista. La fonte della povertà, della mancanza di un lavoro o di una casa, della fame, della precarietà economica alla fine del XX secolo è il sistema economico in vigore alla fine del XX secolo. Le brutali dittature, guerre, genocidi e repressioni che oggi marcano la vita di centinaia di milioni di persone derivano la loro ragion d'essere dai bisogni del sistema che oggi governa il mondo, e servono precisi interessi in questo mondo. L'attuale oppressione delle donne non è il risultato di economia e moralità medievali, ma un prodotto del sistema economico e sociale e dei valori morali della società attuale.

In secondo luogo, è la borghesia e il sistema capitalista stesso che continuamente e senza tregua resiste a quelli che si sforzano di sradicare e vincere questi mali. L'unico ostacolo alla lotta degli operai per migliorare le condizioni di vita e i diritti civili non è altro che la borghesia e i suoi governi, partiti e difensori. Dovunque la gente nelle regioni più povere alza la schiena per farsi carico della propria vita, la prima barriera che devono fronteggiare è la forza armata della borghesia locale e internazionale. E lo stato della borghesia, la sua enorme macchina di propaganda dei media, l'istituzione religiosa, le tradizioni, la morale e il sistema educativo che plasmano mentalità arretrate piene di pregiudizi una generazione dopo l'altra. Non c'è dubbio che sono il capitalismo e la borghesia che bloccano milioni di persone, spinte all'estremo e con le idee più o meno chiare circa le caratteristiche di un società degna di esseri umani, nel loro tentativo di cambiare il sistema.

Oggi, alla fine del XX secolo, al culmine della globalizzazione del capitalismo e nel mezzo delle più grandi rivoluzioni tecnologiche, l'umanità si ritrova in uno dei periodi più critici della sua storia. La sopravvivenza fisica pura e semplice è divenuta la sfida più importante per milioni di persone, dai paesi d'Africa e Asia ridotti alla miseria fino alle città capitali dell'Occidente. Per i paesi più arretrati, la speranza di uno sviluppo economico è stata ora completamente sconvolta. Il sogno di una crescita economica ha fatto posto all'incubo permanente di carestia, fame e malattie. Nell'avanzata Europa e negli USA, dopo anni di recessione, la miserabile promessa di una "crescita senza impiego" mantiene la stessa prospettiva d'incubo per decine di milioni di famiglie della classe operaia. Nel mondo, imperversano guerra e genocidio. Sono in atto processi di arretramenti intellettuali e culturali a livello di massa: dal risorgere del fanatismo religioso, sciovinismo maschilista, razzismo, tribalismo e fascismo, al collasso dei diritti e dello status dell'individuo nella società, ad abbandonare vita e mezzi di sussistenza di centinaia di milioni, vecchi e giovani, alla merce' del libero mercato. Nel maggior parte dei paesi, il crimine organizzato è divenuto una costante e parte integrante del funzionamento economico e politico della società. La dipendenza dalla droga e il crescente potere delle reti criminali coinvolte nella produzione e nel traffico di droga sono ora un importante e insolubile problema internazionale. Il sistema capitalista e la supremazia del profitto hanno esposto l'ambiente a pericoli seri e danni irreparabili. I pensatori e gli analisti borghesi neanche pretendono di avere una risposta a questi problemi. Questa è la realtà del capitalismo oggi, dare corpo a un orribile futuro per tutta la popolazione del mondo.


FONDAMENTA DEL CAPITALISMO

La società attuale è senza dubbio complessa e sofisticata. Miliardi di persone sono in continua interazione in elaborate matrici di rapporti economici, sociali e politici. Tecnologia e produzione hanno raggiunto dimensioni gigantesche. Ampia e diversificata è la vita intellettuale e culturale dell'umanità, come anche lo sono i suoi problemi e difficoltà. Ma queste complessità tengono solamente occultate le semplici e comprensibili realtà che fanno il tessuto economico e sociale del mondo capitalista

Come ogni altro sistema classista, il capitalismo si basa sullo sfruttamento dei produttori diretti - l'appropriazione di una parte del loro lavoro da parte delle classi dominanti. Il carattere specifico di ogni sistema sociale nelle differenti epoche storiche sta nella maniera particolare in cui ha luogo tale sfruttamento in ciascun sistema. Sotto la schiavitù, non solo il prodotto dello schiavo apparteneva al proprietario, ma lo schiavo stesso. Egli lavorava per lo schiavista, e in compenso era tenuto in vita da lui. Nel sistema feudale, o i contadini consegnavano parte del loro prodotto al signore feudale, oppure eseguivano determinate ore di lavoro forzato e non pagato. Sotto il capitalismo, comunque, lo sfruttamento ha basi alquanto differenti.

Qui i principali produttori, cioè gli operai, sono liberi; essi non appartengono a nessuno, non sono annessi ad alcuna proprietà, non sono alla catena di nessun padrone. Essi possiedono e controllano il proprio corpo e la propria forzalavoro. Ma gli operai sono anche "liberi" in un altro senso: sono 'liberi' dalla proprietà dei mezzi di produzione, e così per poter vivere devono vendere la loro forzalavoro per un determinato tempo in cambio di un salario, alla classe capitalista - cioè una piccola minoranza che possiede e monopolizza i mezzi di produzione. Gli operai devono in seguito comprare i propri mezzi di sussistenza - le merci che essi stessi hanno prodotto - al mercato dai capitalisti. L'essenza del capitalismo e la base dello sfruttamento in questo sistema è il fatto che, da una parte, la forzalavoro è una merce e, dall'altra parte, i mezzi di produzione sono la proprietà privata della classe capitalista.

Senza la viva forzalavoro umana che metta al lavoro gli strumenti e crei nuovi prodotti, l'esistenza della società umana, la stessa sopravvivenza degli esseri umani e la soddisfazione dei loro bisogni sono inconcepibili. Questo vale per ogni sistema. Ma nel capitalismo la forzalavoro e i mezzi di produzione sono tenuti separati l'una dagli altri dalla muraglia della proprietà privata; sia l'una che gli altri sono merci e i rispettivi padroni devono incontrarsi in un mercato. Finalmente, i proprietari di queste merci entrano in una transazione libera ed equa: l'operaio vende la sua forzalavoro per determinati periodi, in cambio di salario , al capitalista, cioè al proprietario dei mezzi di produzione; il capitalista impiega questa forzalavoro, la usa e crea nuovi prodotti. Queste merci sono poi vendute sul mercato e il ricavo inizia il ciclo produttivo di nuovo, come capitale.

Comunque, dietro lo scambio apparentemente equo tra lavoro e capitale si cela una disuguaglianza fondamentale; una disuguaglianza che segna la sorte dell'umanità oggi e senza l'eliminazione della quale la società non sarà mai libera. Con il salario, gli operai soltanto ricavano ciò che hanno venduto, cioè la capacità di lavorare e di rimettersi sul mercato. Con il suo lavoro quotidiano, la classe operaia si assicura soltanto la continua esistenza di operaio, la sopravvivenza come venditore quotidiano di forzalavoro. Ma il capitale in questo processo cresce e si accumula. La forzalavoro è una forza creativa; essa genera nuovi valori per il suo compratore. Il valore delle merci e servizi prodotti dall'operaio a ogni ciclo del processo di produzione è maggiore della porzione totale spettante all'operaio e di quella parte del prodotto che va a riprodurre il valore dei mezzi di lavoro usati e consumati. Questo plusvalore, che prende la forma di un'immensa quantità di merci, appartiene automaticamente alla classe capitalista, e accresce la massa del suo capitale, in virtù della proprietà dei mezzi di produzione che la classe capitalista detiene. La forzalavoro nel suo scambio con il capitale riproduce solo se stessa, mentre il capitale nel suo scambio con la forzalavoro cresce. La capacità creativa della forzalavoro e l'attività produttiva della classe operaia si riflettono come la nascita di nuovo capitale per la classe capitalista. Più, e meglio, la classe operaia lavora, più forza acquista il capitale. Il potere gigantesco del capitale nel mondo d'oggi e la sua dominazione in continua espansione sulla vita economica, politica e intellettuale dei miliardi di abitanti della Terra non è altro che l'immagine invertita del potere creativo del lavoro e dell'umanità lavoratrice.

Quindi, lo sfruttamento nella società capitalista ha luogo senza gioghi sulle spalle e catene ai piedi dei produttori attraverso la mediazione del mercato e dello scambio libero e equo di merci. Questa è la fondamentale caratteristica del capitalismo che lo distingue in sostanza da tutti i sistemi precedenti.

Il plusvalore ottenuto dallo sfruttamento della classe operaia viene diviso tra i diversi settori della classe capitalista essenzialmente tramite i meccanismi di mercato e anche le politiche fiscali e monetarie dello stato. Profitto, interesse e rendita sono le forme principali nelle quali i differenti capitali partecipano ai frutti di questo sfruttamento di classe. La concorrenza dei capitali sul mercato determina la porzione di ogni branca, unità, impresa.

Ma non è tutto. Questo plusvalore paga l'intero costo della macchina statale, esercito e amministrazione, della borghesia, delle sue istituzioni ideologiche e culturali, e il mantenimento di tutti coloro che, attraverso queste istituzioni, sostengono il potere della borghesia. Con il suo lavoro, la classe operaia paga il costo della classe dominante, la sempre crescente accumulazione di capitale e la dominazione politica, culturale e intellettuale della borghesia sulla classe operaia e sull'intera società.

Con l'accumulazione di capitale, la massa di merci che costituisce la ricchezza della borghesia aumenta. Un risultato inevitabile del processo di accumulazione è il continuo e accelerato progresso tecnologico e la crescita in massa e capacità dei mezzi di produzione che la classe operaia mette in movimento ad ogni nuovo ciclo del processo di produzione. Ma in comparazione con l'aumento della ricchezza e delle forze produttive della società, la classe operaia continuamente diventa relativamente più povera. Malgrado il miglioramento graduale e limitato, in termini assoluti, dello standard di vita degli operai, la fetta della ricchezza sociale che va alla classe operaia declina rapidamente, e si amplia il divario tra le condizioni di vita della classe operaia e i più alti standard di vita che già sono resi possibili con il suo lavoro. Più diventa ricca la società, più impoverita è la parte che l'operaio si ritaglia in essa.

Progresso tecnologico e aumento della produttività del lavoro significano che la viva forzalavoro umana è rimpiazzata in misura crescente da macchine e sistemi automatici. In una società libera e umana questo dovrebbe tradursi in maggior tempo libero a disposizione per tutti. Ma nella società capitalista, dove forzalavoro e mezzi di produzione sono semplicemente altrettante merci che il capitale impiega per far profitti, la sostituzione di esseri umani con macchine si manifesta in una disoccupazione permanente di un settore della classe operaia a cui è ora negata la possibilità di farsi una vita. L'apparire di un esercito di riserva di operai che nemmeno hanno la possibilità di vendere la propria forzalavoro è un risultato inevitabile del processo di accumulazione del capitale, e allo stesso tempo una condizione della produzione capitalista. L'esistenza di questo esercito di riserva di disoccupati, aiutati essenzialmente dalla parte occupata della classe operaia stessa, accresce la concorrenza tra le fila della classe operaia e mantiene i salari al più basso livello socialmente possibile. Questo esercito di riserva permette inoltre al capitale di modificare più facilmente la dimensione della forzalavoro impiegata in proporzione alle esigenze del mercato. La disoccupazione di massa non è un effetto indesiderato del mercato, o il risultato di cattive politiche di qualche governo. Essa è parte essenziale del funzionamento del capitalismo e del processo di accumulazione del capitale.

Crisi economiche periodiche con conseguenze economiche e sociali catastrofiche sono un connotato inevitabile del sistema capitalista. Tali crisi originano essenzialmente da una contradizione fondamentale all'interno del processo di accumulazione stesso: mentre il lavoro è la fonte di plusvalore e profitto, il processo di accumulazione e l'inevitabile progresso tecnologico costantemente diminuiscono il rapporto tra forzalavoro e mezzi di produzione. Il plusvalore che viene prodotto, anche se aumenta in termini assoluti, non può normalmente tenere il passo con l'aumento del capitale accumulato. Per le leggi materiali dello stesso processo di accumulazione, perciò, il tasso di profitto ha una tendenza inevitabile a cadere. L'attività incessante di smorzare questa tendenza e mantenere il tasso di profitto, specialmente intensificando lo sfruttamento e riducendo la porzione della ricchezza sociale che va alla classe operaia - pagata sotto forma di salari, servizi pubblici, ecc. - è l'occupazione quotidiana della classe capitalista, con i suoi vari governi, e con i vasti reparti di economisti, manager, esperti borghesi di tutto il mondo.

Nonostante ciò, le contradizioni interne al capitale e la tendenza alla caduta del tasso di profitto si fanno valere periodicamente e gettano l'intero sistema economico in una profonda crisi. Periodi di stagnazione e crisi non sono soltanto segni e sintomi dell'intensificarsi delle contradizioni interne del capitale, ma anche il meccanismo pratico per alleviarle e per la ricostruzione del capitale. La concorrenza tra differenti settori di capitale cresce e molti vanno in bancarotta. I capitali più deboli cadono, migliorando le condizioni di profittabilità per quelli che restano. Dall'altra parte, la classe capitalista e i suoi stati si imbarcano in una offensiva su larga scala sulle condizioni di vita degli operai. Le fila dei disoccupati si riempiono e si intensifica lo sfruttamento dell'intera classe operaia.

Il capitale emerge da ogni crisi più centralizzato. Quindi la crisi successiva prende piede su dimensioni più vaste e più profonde e fomenta concorrenza e conflitti più seri nella classe capitalista. Ogni nuova crisi rende necessaria una ricostruzione del capitale di portata sempre più vasta. Allo stesso tempo, le prospettive per la società ogni volta si fanno più oscure e più terrificanti.

Le conseguenze delle contradizioni e crisi del sistema capitalista non si limitano alla sfera economica. Devastanti guerre globali e regionali, militarismo e aggressioni militari, stati autocratici e polizieschi, spogliare la gente, e specialmente gli operai, dei loro diritti civili e politici, l'aumento del terrorismo di stato, il risorgere dell'estrema destra e di gruppi e tendenze religiose, nazionaliste, razziste e contro la donna - queste sono le realtà del capitalismo contemporaneo specialmente in periodi di crisi.


STATO E SOVRASTRUTTURA POLITICA

Gli analisti borghesi dipingono lo stato come una istituzione necessaria per l'amministrazione della società nel comune interesse di tutti; un'istituzione che si suppone incarni la volontà collettiva delle persone e imponga il loro potere combinato. Ci dicono che le leggi esistenti sono una raccolta di princìpi naturali che si dimostrano da soli, accettati da tutti, che lo stato garantisce e trasforma in forza. Rappresentare lo stato come un corpo autonomo che sta al di sopra degli antagonisti interessi di classe è una pietra angolare dell'ideologia borghese. Questa idea è più radicata tra la gente negli avanzati paesi occidentali che hanno avuto sistemi parlamentari più stabili. Ma persino nei paesi meno sviluppati, malgrado l'esistenza di stati autocratici e polizieschi e la pubblica sfiducia degli stati esistenti, l'idea della necessità dello stato non è messa in discussione, e vedere lo stato come una istituzione responsabile del funzionamento della società è altrettanto profondamente radicata. L'espansione del ruolo economico degli stati, e in particolare l'intervento statale nel campo dei servizi pubblici e nel controllo e nel governo economico, hanno rafforzato notevolmente queste illusioni.

La verità è che lo stato è lo strumento più importante della classe dominante per tenere soggiogate le masse sfruttate. Storicamente, l'emergere dello stato è stato il risultato dell'apparire dello sfruttamento e della divisione della società in classi che vengono sfruttate e classi che sfruttano. Con tutta la complessità della struttura degli stati attuali, lo stato, come prima, è un apparato coercitivo, con esercito, tribunali e prigioni come fondamenta. Lo stato è il potere coercitivo organizzato della classe dominante. E uno strumento del governo di classe. Ogni stato, qualunque ne sia la forma e l'apparenza esteriore - monarchia o repubblica, parlamentare o dispotico - è uno strumento della dittatura della o delle classi dominanti.

In ogni sistema, anche nelle più brutali schiavitù dei tempi antichi dove il carattere di classe dello stato era palese, la classe dominante ha sempre avuto bisogno di dare una qualche forma di legittimità al suo stato. Monarchia e governo dinastico, regno dell'aristocrazia, governo divino e teocrazia, sono tutte forme nelle quali tale legittimità è stata ricercata. Nella società capitalista, una società basata sul mercato, e dove operaio e capitalista sono dipinti come "liberi" agenti che entrano in un contratto volontario ed equo, il diritto di voto, il parlamento e il sistema elettorale sono le forme principali per guadagnare legittimità per il governo di classe della borghesia. In superficie, lo stato è uno strumento di governo politico da parte di tutta la popolazione formato tramite il voto diretto di quest'ultima. Certamente, da un punto di vista storico, il diritto di voto e il parlamento sono conquiste importanti nella lotta delle masse lavoratrici per promuovere i loro diritti civili. E anche chiaro che la vita in un sistema borghese liberale è assai più tollerabile della vita sotto un regime militare o autocratico. Ma queste forme non possono nascondere' la natura di classe dello stato moderno. Persino nei sistemi parlamentari più avanzati, stabili e liberi le masse lavoratrici hanno una possibilità molto piccola di influenzare politiche e azioni dello stato. Il sistema parlamentare impiega relativamente meno violenza aperta e brutale e lascia alternarsi le posizioni di governo tra i differenti settori della classe dominante attraverso periodiche elezioni generali. E così riuscito ad assicurare l'indiscutibile governo dell'intera borghesia sulla vita politica ed economica della società. La democrazia parlamentare non è un meccanismo per la partecipazione popolare al potere politico. E un mezzo per legittimare il governo e la dittatura della classe borghese.


CULTURA, IDEOLOGIA, MORALITÀ

Sono talmente evidenti sfruttamento, discriminazione e spoliazione della popolazione su tale mostruosa scala che non possono ovviamente durare senza che le vittime stesse vi si sottomettano e se ne facciano una ragione nelle loro menti. Dipingere questo stato di cose come legittimo, naturale ed eterno, e intimidire la gente fino alla sottomissione è il compito della sovrastruttura intellettuale, culturale e morale in questa società. L'arsenale culturale e intellettuale della borghesia contro la libertà e la lotta per la liberazione è enorme. In parte si tratta di una eredità dell'antichità, ora ripulito e adattato alle necessità della società borghese. Tutte le forme di religione, pregiudizio, tribalismo, razzismo, sciovinismo maschilista sono servite per tutta la storia come tante armi intellettuali e culturali nelle mani delle classi dominanti per umiliare e ridurre al silenzio le masse lavoratrici. E ai nostri giorni tutte queste, in nuove forme e capacità, vengono raccolte per proteggere la proprietà borghese e il governo borghese dalla minaccia della coscienza e delle intenzioni della popolazione lavoratrice.

Ma quanto la società borghese ha aggiunto di proprio a questa collezione di artiglieria intellettuale e culturale è qualcosa di assai più estensivo ed efficiente. In questa società, l'interesse proprio e la concorrenza, cioè la ragion d'essere che sta dietro il comportamento del capitalista sul mercato, sono dipinti come pura natura umana e santificati ed esaltati come valori umani. Qui le relazioni tra persone sono un riflesso e un'estensione delle relazioni tra merci. Il valore e lo status delle persone hanno come misura il loro rapporto con la proprietà. La borghesia ha rotto l'equilibrio ristretto e locale della vecchia società e ha organizzato stati nazionali. Tribalismo e campanilismo hanno lasciato il posto al moderno nazionalismo e al patriottismo borghesi, il giogo ideologico più pesante mai posto sulle spalle delle masse lavoratrici.

Le idee dominanti in ogni società sono le idee della classe dominante. Ma oggi l'estensione della dominazione e controllo intellettuale, culturale morale della borghesia sulla vita della società è senza precedenti nella storia.

Le rivoluzioni scientifiche, tecnologiche e industriali degli ultimi due secoli e il potente meccanismo del mercato, che trascende ogni barriera nazionale, tribale, politica e culturale, hanno fornito alla borghesia enormi possibilità per salvaguardare il dominio ideologico e diffonderlo su scala mondiale. Proprio come nella sfera della produzione di beni, così nella sfera di produzione di idee la forza creativa dell'umanità si è convertita in un'arma contro se stessa. Le maggiori innovazioni e conquiste del XX secolo, che hanno rivoluzionato le forme letterarie e artistiche e i mezzi di comunicazione di massa e aperto nuovi campi di attività culturale, hanno prima di tutto spianato la strada al costante bombardamento di milioni di persone con idee borghesi in forme più elaborate, sottili ed efficaci. La tecnologia dell'informazione e le reti televisive via satellite introdotte negli ultimi due decenni, le quali hanno facilitato grandemente il lavoro di raccolta e trasferimento di informazioni intorno al globo, si sono trasformate nelle mani della borghesia in una mostruosa macchina di disinformazione, indottrinamento e provocazione. L'industria dei mass media e dello spettacolo, come tali tra i più redditizi settori per il capitale, hanno soppiantato gran parte del ruolo tradizionale di famiglia e religione e persino degli organi repressivi dello stato, e giocano un ruolo crescente nel preservare l'esistente equilibrio ideologico nella società, diffondendo idee e valori della classe dominante, indottrinando e controllando le menti, intimidendo e isolando le persone e contrastando idee e tendenze critiche nella società. Queste istituzioni e le moderne forme di controllo di ciò che la gente pensa sono pilastri della stabilità politica nella società borghese, in particolare in tempo di crisi, incertezze e sommosse popolari.

Lottare contro le idee reazionarie dominanti è sempre stato una componente permanente della lotta di classe degli operai e un compito cruciale del movimento comunista operaio.

         
Un Mondo Migliore - Parte 1 - III

RIVOLUZIONE SOCIALE E COMUNISMO




LA LIBERA SOCIETÀ COMUNISTA

È facile vedere come il mondo capitalista è un mondo messo a testa in giù. I rapporti tra merci formano la base dei rapporti tra le persone. Il lavoro quotidiano di miliardi di persone per costruire il mondo si manifesta come la dominazione crescente del capitale sulle loro vite. Il fine motivazionale dell'attività economica non è la soddisfazione dei bisogni delle persone, ma la profittabilità del capitale. Il progresso tecnologico e scientifico, che è la chiave del benessere e della prosperità umana, si traduce in questo sistema in ancor più disoccupazione e miseria per centinaia di milioni di lavoratori. In un mondo che è stato costruito con cooperazione e azione collettiva, è la concorrenza che regna. La libertà economica dell'individuo è solamente una maschera che cela l'obbligo inevitabile ad apparire sul mercato del lavoro giorno dopo giorno. La libertà politica dell'individuo è una copertura per la vera mancanza di diritti e di influenza politica, e un mezzo per legittimare il dominio politico e lo stato della classe capitalista. La legge non è altro che la volontà e l'interesse della classe dominante tradotti in regole obbligatorie per tutti. Da amore e compassione a diritto e giustizia, dall'arte e creatività alla scienza e alla verità, non vi è concetto in questo mondo capitalista che non porti l'impronta di questa realtà capovolta.

Questo mondo capovolto deve essere messo in piedi. Questo è il compito del comunismo operaio. E l'obiettivo della rivoluzione comunista degli operai.

L'essenza della rivoluzione comunista è l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione per convertirli in proprietà comune dell'intera società. La rivoluzione comunista pone fine alla divisione in classi della società e abolisce il sistema del lavoro salariato. Di conseguenza, mercato, scambio di merci, e denaro spariscono. La produzione per il profitto viene rimpiazzata dalla produzione per soddisfare i bisogni della gente e per portare maggiore prosperità per tutti. Il lavoro, che nella società capitalista per la stragrande maggioranza è una strenua attività involontaria e meccanica per guadagnarsi da vivere, dà luogo all'attività volontaria, creativa e cosciente per arricchire la vita umana. Ognuno, in qualità di essere umano e per esser nato nella società umana sarà titolare in modo uguale di tutte le risorse vitali e dei prodotti della fatica collettiva. Da ciascuno secondo le proprie capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni - questo è un principio basilare della società comunista.

Non soltanto le divisioni di classe ma anche la divisione delle persone secondo l'occupazione scompariranno. Ogni campo di attività creativa sarà aperto a tutti. Lo sviluppo di ogni persona sarà la condizione per lo sviluppo della società. La società comunista è una società globale. Le frontiere e le divisioni nazionali spariranno e saranno sostituite da una identità umana universale. La società comunista è una società libera dalla religione, dalle credenze superstiziose, dall'ideologia e tradizioni e moralità arcaiche che strangolano il libero pensiero.

La scomparsa delle classi e degli antagonismi di classe rende lo stato superfluo. Nella società comunista lo stato si estingue. La società comunista è una società senza stato. Gli affari amministrativi della società saranno gestiti dalla cooperazione, consenso e decisione collettiva di tutti i suoi membri.

Dunque è nella società comunista che gli ideali di libertà e uguaglianza umana sono veramente realizzati per la prima volta. Libertà non solo dalla oppressione politica ma anche dalla coercizione e asservimento economici e dalla schiavitù intellettuale. Libertà di godere e viversi la vita nelle sue diverse dimensioni. Uguaglianza non solo davanti alla legge ma nel godimento della ricchezza materiale e intellettuale della società. Uguaglianza in valore e dignità per ognuno nella società.

La società comunista non è né un sogno né una utopia. Tutte le condizioni per la formazione di una siffatta società sono già state create all'interno dello stesso mondo capitalista. Le forze scientifiche, tecnologiche e produttive dell'umanità sono già cresciute così in abbondanza che fondare una società dedicata al benessere di tutti è perfettamente realizzabile. Gli spettacolari passi in avanti nella tecnologia della comunicazione e dell'informazione durante gli ultimi due decenni significano che l'organizzazione di una comunità mondiale con la partecipazione collettiva nel disegno, pianificazione ed esecuzione delle diverse funzioni della società è possibile come mai prima d'ora. Una larga parte di queste risorse è ora sprecata in differenti maniere oppure deliberatamente usata per impedire i tentativi di migliorare la società e soddisfare i bisogni umani. Ma pur con tutta l'immensità di risorse materiali della società, la spina dorsale della società comunista è la forza viva e creativa di miliardi di uomini e donne liberati dalle catene di classe, la schiavitù salariata, la schiavitù intellettuale, l'alienazione e la degradazione. L'essere umano libero è la garanzia per la realizzazione della società comunista.

La società comunista non è un'utopia. È l'obiettivo e il risultato della lotta di una immensa classe sociale contro il capitalismo; una lotta vivente, reale e continua che è vecchia come la società capitalista stessa. Il capitalismo stesso ha creato la grande forza sociale che può materializzare questa prospettiva di liberazione. Lo stupefacente potere del capitale su scala globale è il riflesso della forza di una classe operaia mondiale. A differenza di altre classi oppresse nella storia della società umana, la classe operaia non può liberare se stessa senza liberare l'intera umanità. La società comunista è il prodotto della rivoluzione degli operai per porre fine al sistema della schiavitù salariata; una rivoluzione sociale che inevitabilmente trasforma tutte le fondamenta dei rapporti di produzione.


LA RIVOLUZIONE PROLETARIA E LO STATO OPERAIO

Gli esponenti e ideologi della borghesia accusano il marxismo e il comunismo operaio di far ricorso alla forza e alla violenza per raggiungere i loro obiettivi sociali. La verità, comunque, è che è il sistema borghese stesso che è fondato sulla violenza organizzata; violenza contro le persone, contro i loro corpi e menti, contro le loro emozioni e i loro pensieri, contro le loro speranze e aspirazioni e contro la loro lotta per migliorare la propria vita e il mondo in cui vivono.

Il sistema del lavoro salariato, che è la costrizione quotidiana della grande maggioranza della popolazione a vendere le proprie abilità fisiche e intellettive ad altri al fine di guadagnarsi da vivere, è la sorgente e l'essenza della violenza inerente a questo sistema. Questa nuda violenza ha molte vittime dirette: donne, operai, bambini, anziani, popolazioni delle più povere regioni del mondo, chiunque rivendichi i propri diritti e si opponga a qualunque oppressione, e chiunque sia stato marchiato come appartenente a questa o quella "minoranza". In questo sistema, grazie essenzialmente alla rivalità tra capitali e blocchi economici, guerra e genocidio hanno assunto dimensioni impressionanti. La tecnologia di guerra e distruzione di massa è assai più avanzata di quella usata per la produzione di beni. L'arsenale globale della borghesia può annientare il mondo più di una volta. Questo è il sistema che ha già fatto uso di orrende armi nucleari e chimiche contro la popolazione. La società borghese può anche andare orgogliosa dei suoi notevoli progressi nel rendere crimine, assassinio, abuso e stupro un fatto di routine della vita in questo sistema.

Può un tale sistema essere spazzato via dalla strada della liberazione umana e della fine definitiva della violenza senza che le masse lavoratrici ricorrano alla forza? Da nessuna parte nella teoria comunista l'uso della forza è visto come una componente necessaria della rivoluzione degli operai. Ma chiunque con il minimo senso della realtà in questa società ammetterà che la classe dominante mai si metterà da parte pacificamente e accetterà la volontà della stragrande maggioranza di cambiare il sistema. Se proteggere gli affari e gli interessi quotidiani della borghesia è il compito dello stato, difendere l'esistenza del capitalismo e della proprietà borghese è la sua essenza più vera. Se le richieste di salari più elevati e della libertà di parola incorrono nella furia dello stato, della polizia e dei militari, ci si può immaginare il tipo di resistenza che verrà contrapposta al tentativo di espropriare la borghesia politicamente ed economicamente. E praticamente inevitabile una violenza da parte della borghesia e del suo stato contro la rivoluzione degli operai, contro la volontà della stragrande maggioranza della popolazione che, con la classe operaia alla testa, alza la schiena per instaurare una nuova società.

La rivoluzione operaia deve abbattere lo stato borghese. La resistenza borghese contro la rivoluzione, e particolarmente contro il tentativo di passare i mezzi di produzione alla proprietà comune, continuerà anche dopo lo smantellamento del potere statale borghese. Quindi è cruciale instaurare uno stato operaio che possa rompere tale resistenza e imporre la volontà della rivoluzione. Come ogni altro stato, lo stato operaio non sta al di sopra della società e delle classi. E un dominio di classe. Ma questo stato, che secondo la teoria marxista è stato chiamato dittatura del proletariato, è il dominio della maggioranza sfruttata per imporre alle classi sfruttatrici il decreto della libertà umana e dell'uguaglianza e per sconfiggere i loro tentativi e intrighi. Nella sua forma, lo stato operaio è uno stato libero che organizza le dirette decisioni e volontà delle masse della popolazione lavoratrice stessa. Per sua natura, lo stato operaio come stato di transizione si estingue appena gli obiettivi della rivoluzione sono stati realizzati.


IL PARTITO COMUNISTA
E L'INTERNAZIONALE COMUNISTA DELLA CLASSE OPERAIA

Un requisito critico per il progredire e la vittoria della rivoluzione sociale operaia è la formazione di partiti comunisti operai che pongano tale prospettiva di fronte alla classe operaia e mobilitino e dirigano le forze della classe in tale lotta. Questi partiti dovrebbero essere formati in diversi paesi, come organizzazioni che uniscano soprattutto i dirigenti più coscienti e attivi delle lotte operaie. Il capitalismo è un sistema mondiale, la classe operaia è una classe mondiale, il conflitto degli operai con la borghesia è una lotta quotidiana su scala globale, e il socialismo è una alternativa che la classe operaia presenta all'umanità tutta. Il movimento socialista operaio deve essere organizzato su scala anch'essa globale. La costruzione di una Internazionale comunista operaia, come quel corpo che unisce e guida la lotta globale degli operai per il socialismo, è un compito urgente delle varie sezioni del movimento comunista operaio e dei partiti comunisti operai nel mondo.

         
Un Mondo Migliore - Parte 1 - IV

COMUNISMO OPERAIO E COMUNISMO BORGHESE




Per gran parte del XX secolo, marxismo e comunismo hanno goduto di enorme prestigio all'interno di differenti movimenti di protesta e di riforma nel mondo. L'universalità e la statura del pensiero critico di Marx, l'egualitarismo e il profondo umanesimo del marxismo, e la pratica influenza del movimento comunista operaio - particolarmente come risultato della rivoluzione operaia in Russia nel 1917 che aveva trasformato il comunismo nella speranza di centinaia di milioni di operai in tutto il mondo - ebbero come risultato che molti movimenti non operai e persino non socialisti durante il XX secolo iniziassero a definirsi comunisti e marxisti. La maggior parte di questi movimenti aveva molto poco in comune con i princìpi basilari del comunismo e del marxismo, e, in realtà, desideravano soltanto certe riforme e moderazioni entro la struttura del sistema capitalista.

Comunismo era il nome adottato dal movimento socialista operaio nel XIX secolo per distinguersi dal socialismo non rivoluzionario, persino reazionario, delle altre classi. Ma nel XX secolo anche questo nome è stato abusato da altri movimenti e classi, al punto che ha perso il suo significato distintivo. Sotto il generale nome di comunismo, sono emerse le più varie sfumature di tendenze sociali che né in concezioni né in programmi né nelle loro origini sociali e di classe erano collegate al comunismo operaio e al marxismo. Ramificazioni di questo comunismo non operaio, e soprattutto tra esse il comunismo borghese del blocco sovietico, diventarono praticamente la corrente ufficiale del comunismo in gran parte del XX secolo. Il comunismo operaio venne marginalizzato.

La più importante tendenza comunista-borghese nel XX secolo emerse in URSS dopo il deragliamento e la sconfitta finale della rivoluzione operaia. Con la rivoluzione dell'ottobre 1917, il movimento comunista operaio, guidato dai bolscevichi, aveva avuto successo nel colpire il potere statale delle classi dominanti, instaurare un governo operaio e anche sconfiggere gli estremi sforzi militari della sconfitta reazione per restaurare il potere perduto. Ma malgrado questa vittoria politica, la classe operaia russa alla fine fallì nella trasformazione dei rapporti di produzione, cioè abolire il sistema del lavoro salariato e convertire i mezzi di produzione in proprietà comune. Nella metà degli anni `20, contro un arretramento di serie tensioni economiche seguite alla guerra e alla rivoluzione, e in assenza di una chiara prospettiva per la trasformazione socialista dei rapporti economici, il nazionalismo arrivò a dominare la politica e il programma economico del partito e del movimento degli operai in Russia. Quello che ebbe luogo nell'epoca Stalin non era la costruzione del socialismo ma la ricostruzione dell'economia nazionale capitalista in accordo a un modello statalista e amministrato. Invece dell'ideale della proprietà comune e collettiva, venne stabilita la proprietà statale dei mezzi di produzione. Salari, denaro, e il sistema del lavoro salariato, tutto rimase in vigore. Il fallimento della classe operaia russa nel rivoluzionare i rapporti economici portò alla sconfitta della rivoluzione operaia nel suo insieme. Lo stato operaio venne rimpiazzato da un nuovo stato borghese con una burocrazia di massa e un apparato militare basati su un'economia capitalista statale.

Questo modello statale divenne il prototipo economico di un cosiddetto polo comunista, che fece ingresso nella scena mondiale a seguito del deragliamento della rivoluzione operaia dell'ottobre. Tutto il "socialismo" del comunismo borghese nell'Unione Sovietica e nel blocco orientale consisteva di statalismo economico, sostituzione del meccanismo di mercato con pianificazione e decisioni amministrative, ridistribuzione della ricchezza e un livello minimo di welfare pubblico e servizi sociali.

Ma l'Unione Sovietica non era l'unica fonte di comunismo borghese in questo secolo. Nell'Europa occidentale, vennero alla luce ramificazioni di comunismo non operaio che, mentre avevano in comune elementi fondamentali con la visione economica del comunismo del blocco orientale, e segnatamente sostituire lo statalismo economico al socialismo, e preservare il sistema del lavoro salariato, criticavano l'esperienza sovietica e mantenevano le distanze da essa da punti di vista democratici, nazionalisti, umanisti e modernisti. Il marxismo occidentale, l'eurocomunismo, la nuova sinistra e le diverse branche di trotzkismo furono tra le tendenze di comunismo non operaio preminenti in Europa occidentale. Nei paesi meno sviluppati e nelle ex-colonie, il nazionalismo e le inclinazioni anticoloniali della borghesia e della piccola borghesia, e in alcuni casi i movimenti contadini, formarono la materia prima di un nuovo tipo di comunismo "terzomondista". Il contenuto di questo comunismo era indipendenza economica, industrializzazione, rapido sviluppo dell'economia nazionale in accordo con un modello pianificato a guida statale, por fine alla dominazione politica aperta delle potenze imperialiste, e alcune volte anche far rinascere eredità culturali e tradizioni locali arcaiche in opposizione al modernismo e alla cultura occidentale. L'archetipo del comunismo terzomondista è stato il maoismo e il comunismo cinese che ha profondamente influenzato vedute e politiche dei cosiddetti gruppi comunisti nei paesi meno sviluppati.

Una conseguenza del sorgere dei diversi rami di comunismo non operaio nel XX secolo fu il serio isolamento e arretramento del comunismo e del marxismo. In primo luogo, le idee basilari del socialismo operaio e svariati aspetti della teoria marxista vennero seriamente revisionati e mal interpretati per aggiustarli alla natura non socialista e non operaia di questi stessi movimenti, e questo quadro distorto fu presentato e percepito su scala globale come comunismo e marxismo. In secondo luogo, la base sociale e di classe del comunismo del XX secolo fu spostata dalla classe operaia su un ampio ventaglio di strati sociali non operai. In Europa occidentale e nei paesi industrializzati, intellettuali, studenti, accademici e settori riformisti della stessa borghesia costituirono i principali àmbiti sociali per la crescita e l'azione politica delle forze comuniste. Nei cosiddetti paesi del terzo mondo, oltre questi gruppi, formavano la base sociale del comunismo non operaio contadini poveri, piccoloborghesi scontenti, e soprattutto una borghesia nazionale aspirante allo sviluppo economico nazionale e all'industrializzazione.

In assenza di una tradizione comunista operaia influente, internazionalmente la classe operaia per decenni mancava di una forte presenza politica indipendente. In Europa occidentale e negli USA, e in alcuni paesi della America Latina, gli operai finivano nelle mani del sindacalismo e dei partiti dell'ala sinistra della stessa classe dominante, particolarmente della Socialdemocrazia, in tal misura che questi ultimi cominciarono ad esser percepiti dall'opinione pubblica e da un ampio settore degli operai stessi come le naturali e assodate organizzazioni del movimento operaio. Nell'Unione Sovietica e nel blocco orientale, per piccole concessioni sul posto di lavoro, la classe operaia era atomizzata e privata dei diritti politici. Nella maggioranza dei paesi più arretrati, perfino la mera idea di costruire associazioni e partiti operai rimase una speranza soppressa.

I principali filoni di comunismo borghese arrivarono a un vicolo cieco, uno dopo l'altro, negli ultimi decenni. L'ultimo episodio fu la spettacolare disintegrazione dell'Unione Sovietica e del blocco orientale alla fine degli anni '80 e inizio degli anni '90 - qualcosa che la borghesia euforicamente chiamò "fine del comunismo".

Ma nonostante il clima anticomunista dei primi anni '90 e le assordanti grida della borghesia sulla "caduta del comunismo", e malgrado l'enorme cappa di piombo che è calata su centinaia di milioni di persone in tutto il mondo a seguito del collasso del blocco orientale, tendenze attuali puntano ad una apertura perché il comunismo operaio riguadagni il centro della scena, particolarmente nei paesi industrialmente avanzati. Un requisito base per un tale sviluppo è un vigoroso confronto politico e teorico con le varie tendenze di comunismo borghese che riemergeranno in differenti forme con il progredire del movimento operaio e la crescente influenza del marxismo e del comunismo operaio.

         
Un Mondo Migliore - Parte 1 - V

RIVOLUZIONE E RIFORMA




L'obiettivo immediato del partito comunista operaio è organizzare la rivoluzione sociale della classe operaia. Una rivoluzione che rovescia interamente i rapporti capitalisti di sfruttamento e mette fine a tutti gli sfruttamenti e miserie. Il nostro programma è per stabilire immediatamente una società comunista; una società senza classi, senza la proprietà privata dei mezzi di produzione, senza lavoro salariato e senza stato; una libera società umana in cui tutti partecipano della ricchezza sociale e decidono collettivamente l'orientamento e il futuro della società. La società comunista è possibile già da oggi stesso.

Ma la grande rivoluzione operaia che deve portare alla luce questa società libera non avviene semplicemente per volontà del partito comunista operaio. Si tratta di un vasto movimento sociale di classe che va organizzato in differenti aspetti e forme. Qualunque ostacolo deve essere rimosso dalla strada. Questo lavoro è la ragion d'essere e la sostanza più vera dell'attività quotidiana del partito comunista operaio. Ma mentre la lotta per l'organizzazione della rivoluzione operaia procede, ogni giorno miliardi di persone lottano per campare sotto il capitalismo. La lotta rivoluzionaria per costruire un nuovo mondo è inseparabile dagli sforzi quotidiani per migliorare le condizioni di vita della umanità lavoratrice in questo stesso mondo.

Il comunismo operaio non vede come incompatibili tra loro lottare per imporre al capitalismo le riforme più avanzate e organizzare una rivoluzione contro questo sistema. Al contrario, vede la sua presenza su entrambi i fronti come la condizione vitale per la vittoria finale. La rivoluzione operaia non è una rivoluzione che sgorga dalla disperazione o dalla povertà. E una rivoluzione che si affida alla coscienza e alla preparazione morale e materiale della classe operaia. Maggiore l'estensione delle libertà politiche, della sicurezza economica e della dignità sociale della classe operaia e della popolazione in generale, più sono progressivi gli standard del benessere politico e civile che sono stati imposti alla società borghese dalle lotte progressiste e operaie, e meglio preparate saranno le condizioni della rivoluzione operaia, e più agevole e decisiva sarà la vittoria di questa rivoluzione. Il movimento comunista operaio sta all'avanguardia di ogni lotta per migliorare le condizioni sociali e la qualità della vita in favore della popolazione.

Ciò che distingue il comunismo operaio nella lotta per le riforme dalle organizzazioni e movimenti riformisti - siano essi della classe operaia oppure di altra classe - è prima di tutto che i comunisti operai sempre sottolineano il fatto che la completa libertà e uguaglianza non possono essere acquisite tramite riforme. Anche le più profonde riforme economiche e politiche, per definizione, lasciano intatte le odiate fondamenta del sistema presente, vale a dire la proprietà privata, le divisioni di classe e il sistema del lavoro salariato. Inoltre, come mostrano l'intera storia del capitalismo e l'esperienza concreta in diversi paesi, la borghesia nella maggior parte dei casi resiste violentemente ad ogni tentativo di introdurre anche le più leggere riforme. E poi, ciò che si guadagna è sempre temporaneo, vulnerabile e pronto ad essere tolto di nuovo. Mentre combatte per le riforme, il comunismo operaio insiste sulla necessità della rivoluzione sociale come unica alternativa realmente praticabile per liberare la classe operaia.

In secondo luogo, mentre difende anche i più piccoli miglioramenti nella vita economica, politica e culturale delle masse lavoratrici, il comunismo operaio chiede i diritti politici, civili e assistenziali più vasti e progressivi. Nella lotta per le riforme, il nostro movimento non si limita a domandare ciò che la classe capitalista ritiene sostenibile. I conti profitti e perdite degli affari, oppure i cosiddetti interessi della "economia nazionale" e via dicendo non condizionano o restringono le nostre richieste. Nostro punto di partenza sono gli indiscutibili diritti delle persone ai nostri giorni. Se tali diritti, come il diritto alla salute, all'educazione, alla sicurezza economica, il diritto di sciopero, la diretta e costante partecipazione delle persone alla vita politica, eguali diritti per le donne, libertà dai vincoli religiosi, eccetera, sono incoerenti con la profittabilità degli affari e gli interessi del capitalismo, allora ciò serve soltanto a provare la necessità di ribaltare l'intero sistema. Questa è la verità fondamentale che il nostro movimento porta alla classe operaia e alla società nel suo complesso nella battaglia per le riforme. Nostro proposito in tale lotta non è la creazione di un capitalismo riformato, un capitalismo "dal volto umano", o un capitalismo "buono". Nostro obiettivo è forzare il sistema esistente a riconoscere e rispettare gli indiscutibili diritti delle masse lavoratrici. Quei diritti e quelle richieste che la borghesia trova incompatibili con la sua sopravvivenza la classe operaia è preparata a imporli oggi stesso nella maniera più onnicomprensiva.

         
Un Mondo Migliore
Programma del Partito Comunista Operaio

2




Il partito comunista operaio lotta per la completa vittoria della rivoluzione sociale della classe operaia e l'instaurazione del programma comunista operaio nella sua integrità. Il partito comunista operaio crede che le conquiste finora raggiunte dalla società umana nell'economia, nella scienza e tecnologia, e negli standard di vita civile hanno già creato le condizioni materiali necessarie per creare una società libera senza classi, sfruttamento e oppressione, cioè una comunità socialista mondiale, e che la classe operaia quando prende il potere politico deve instaurare il suo programma comunista.

Allo stesso tempo, fin quando e ovunque il capitalismo prevale, il partito comunista operaio lotta anche per le più profonde e ampie riforme politiche, economiche, sociali e culturali che innalzino la qualità della vita delle persone e i loro diritti politici e civili al livello più alto possibile. Queste riforme, così come la forza e unità conquistate nella lotta per la loro realizzazione, renderanno più facile alle masse lavoratrici assestare il colpo finale al sistema capitalista.

La seconda parte del Programma contiene le principali richieste immediate avanzate dal partito comunista operaio nelle correnti lotte operaie per imporre riforme al sistema esistente. Per quanto appaiano radicali e idealistiche anche secondo gli standard degli odierni paesi capitalisti più avanzati, in realtà esse rappresentano soltanto una frazione molto piccola dei diritti e delle libertà che verranno pienamente realizzate nella società comunista.

Non c'è dubbio che anche il minimo miglioramento nella vita della gente oggi in Iran e la realizzazione dei più elementari diritti e libertà richiede che venga buttato giù l'inumano e reazionario regime della Repubblica Islamica. L'abbattimento di tale regime è un compito urgente della rivoluzione operaia in Iran. Il partito comunista operaio lotta per l'abbattimento della Repubblica Islamica e l'immediata instaurazione dello stato operaio. Il governo operaio non solo assicurerà l'immediata introduzione delle norme delineate in questa sezione del Programma come i diritti più basilari della popolazione in Iran ma, sviluppando l'insieme del suo programma comunista, preparerà anche le condizioni per una reale e completa liberazione ed uguaglianza.

         
Un Mondo Migliore - Parte 2 - I

STRUTTURA E PRINCÌPI GENERALI




1. Instaurazione di una struttura politica basata sulla diretta e permanente partecipazione delle persone al potere politico.

2. Instaurazione di ampi, garantiti, incondizionati, uguali diritti e libertà politici e civili per tutti. Abolizione di ogni tipo di discriminazione secondo il sesso, l'etnia, la nazionalità, la cittadinanza, la razza, la religione, l'età, e cose del genere.

3. Introduzione di norme generali economiche e previdenziali, come anche una progressista legislazione del lavoro, tali da imporre al sistema capitali-sta esistente i più elevati standard di vita, di assistenza e di sicurezza economica per le persone.

4. Un codice di leggi e misure per mettere da parte radicalmente e rapidamente credenze, costumi e tradizioni reazionarie, discriminatorie e degradanti, e aiutare lo sviluppo di una cultura, di valori e relazioni umane, liberi e aperti.

5. Introduzione di leggi e politiche che rendano l'Iran una fonte di sostegno alle lotte progressiste, ai valori sociali e ai rapporti progressisti, e alle lotte operaie e socialiste in tutto il mondo.

I suddetti princìpi generali vanno sviluppati tramite le seguenti misure:

         
Un Mondo Migliore - Parte 2 - II

STRUTTURA E ORGANI DEL POTERE POLITICO GOVERNO




DEI CONSIGLI

Il nostro tempo più di ogni altro ha messo in piena luce la natura formale e allo stesso tempo l'alienazione sostanziale della partecipazione popolare al potere politico nelle democrazie liberali e parlamentari. Una società che debba assicurare l'ampia partecipazione popolare al governo e al processo legislativo ed esecutivo non può basarsi sul parlamento e sul sistema di democrazia delegata. L'esercizio del potere ai vari livelli, da quello locale al livello nazionale, deve essere portato avanti dai consigli popolari stessi, agenti sia legislativi che esecutivi. L'organo supremo di governo sarà il congresso nazionale dei rappresentanti dei consigli popolari. Tutte le persone oltre i sedici anni di età sono riconosciuti come membri con diritto di voto nel loro consiglio locale e hanno il diritto di concorrere per qualunque posto nel consiglio locale o per la rappresentanza nei consigli più elevati.


DISSOLUZIONE DELL' ESERCITO

L'esercito e le forze armate professionali nella società esistente non sono altro che bande armate mercenarie della classe dominante, organizzate alle spese delle masse lavoratrici per tenerle soggiogate e per proteggere gli interessi economici e il mercato interno di un paese della borghesia contro un altro. Malgrado il fatto che la classe dominante cerchi di nascondere sotto diverse vesti la natura di classe e la vera funzione del suo esercito, dipingendolo come un organo pubblico creato per servire la società nel suo complesso, l'intima connessione degli eserciti con le classi dominanti, e il loro ruolo nel proteggere gli interessi dei padroni della società sono chiari alla maggioranza delle persone - e questo non solo nei paesi asiatici, africani e latino-americani, dove il ruolo repressivo dell'esercito e della polizia è sfacciatamente ovvio, ma anche in Europa e Nord America, dove il mito del militare apolitico è vissuto più a lungo.

Il Partito Comunista Operaio è per la dissoluzione dell'esercito e delle forze armate professionali.

L'esercito, i Pasdaran (guardie islamiche) e altre forze armate professionali, come pure le organizzazioni segrete militari, dei servizi segreti e di spionaggio, devono essere sciolti.

Una milizia dei consigli del popolo, basata sulla educazione militare universale e l'universale partecipazione ai doveri di sicurezza e difesa, rimpiazzi l'esercito professionale che è separato, al di fuori e al di sopra della popolazione.

In aggiunta, il partito crede che i seguenti princìpi debbano essere applicati in ogni caso e in qualunque circostanza, finché esistono le forze armate:

Rigettare la pratica di obbedire senza riserve nelle forze armate. Tutto il personale militare ha il diritto di rifiutare ordini che essi considerino in conflitto con le leggi del paese o che contraddicano la propria coscienza e princìpi.

Ogni persona ha il diritto di rifiutarsi di prendere parte a una guerra o ad attività militare che sia incompatibile con i propri princìpi e convinzioni.

I membri delle agenzie di sicurezza devono sempre vestire le uniformi in servizio e portare le armi senza nasconderle. È proibito formare forze armate senza uniforme o condurre missioni come polizia armata in abiti civili. E diritto di ogni cittadino essere a conoscenza della presenza di forze di sicurezza armate nella propria comunità e nelle vicinanze (posti di lavoro, aree residenziali, strade, ecc.).

I membri dell'esercito hanno il diritto di prendere parte alle attività politiche e iscriversi a partiti politici. Partiti politici, sindacati e altre organizzazioni hanno libera attività nelle forze armate.


ABOLIZIONE DELLA BUROCRAZIA NON ELETTA.
PARTECIPAZIONE POPOLARE DIRETTA NELLE AMMINISTRAZIONI.

Tutti gli organi e i posti politici e amministrativi nel paese devono essere elettivi e revocabili ovunque la maggioranza degli elettori lo decida. Le persone elette in tali posti devono ricevere salari non superiori a quelli medi degli operai. Diretta supervisione da parte del popolo, tramite i suoi consigli, sulle attività di tutti i corpi amministrativi.

Semplificazione della gerarchia, del linguaggio e delle procedure operative degli uffici statali al fine di far diventare un compito semplice l'intervento e il controllo popolare in essi.

Rafforzamento dell'etica del lavoro e rispetto dei cittadini e degli utenti nel servizio pubblico. Qualunque abuso di autorità da parte dei funzionari, corruzione, nepotismo, discriminazione, deviazione dalle regole e procedure legalmente stabilite, oppure non ottemperanza nel portare a termine quanto la legge richiede, eccetera, dovranno come conseguenza essere perseguiti in pubbliche udienze come gravi violazioni. Stretta proibizione dell'utilizzo di strutture e risorse del pubblico ufficio per fini privati.

Diritto incondizionato degli individui a denunciare ogni pubblico ufficiale in udienze pubbliche.


UN SISTEMA GIUDIZIARIO INDIPENDENTE. GIUSTIZIA LEGALE PER TUTTI

Il sistema giudiziario e il concetto di giustizia legale in ogni società sono un riflesso dei rapporti sociali e delle basi economiche e politiche di quella società. La sfera giuridica - dal corpo di leggi e la prevalente interpretazione del diritto, equità e giustizia, fino alle istituzioni, amministrazione e procedure del potere giudiziario - è parte della sovrastruttura politica della società che protegge le fondamenta economiche e di classe esistenti. Dunque, una giustizia legale genuina e la sua applicazione uguale per tutti, e una amministrazione della giustizia veramente indipendente ed equa, richiedono una ristrutturazione fondamentale della società classista esistente.

Come passo avanti verso questo obiettivo, e per assicurare la pratica giudiziaria più equa possibile nella società esistente, il Partito Comunista Operaio richiede l'immediata realizzazione dei seguenti basilari princìpi:

1- completa indipendenza legale dei giudici, delle corti e del sistema giudiziario dall'esecutivo;

2- i giudici e le altre autorità giudiziarie devono essere eletti dal popolo, e revocabili laddove la maggioranza dell'elettorato decida in tal senso;

3- abolizione dei tribunali speciali; tutti i processi abbiano luogo in tribu nali comuni;

4- tutti i processi devono essere aperti al pubblico. Processo con giuria in tutte le maggiori violazioni criminali. Diritto dell'accusato e dei suoi legali di accettare o rigettare giudici o membri della giuria;

5- in ogni processo, l'accusato si presume innocente fino a quando non ne è provata la colpevolezza, e l'onere della prova spetta allo accusatore o al querelante.

6- I princìpi giuridici e i diritti dell'individuo davanti al sistema giudiziario del paese sono descritti in dettaglio in successive sezioni del Programma.

         
Un Mondo Migliore - Parte 2 - III

DIRITTI E LIBERTÀ INDIVIDUALI E CIVILI




Gli apologeti borghesi reclamano che il rispetto dei diritti civili e individuali è una pietra angolare e un fulcro del loro sistema. La verità è che degli oltre sei miliardi o più persone che vivono sotto il governo del capitale oggi, soltanto una frazione, e soltanto in un pugno di paesi, si può dire goda di ogni tipo di diritti civili e individuali stipulati e abbastanza stabili. La sorte della stragrande maggioranza delle persone nel mondo capitalista è una pressoché assoluta mancanza di diritti politici, con regimi dispotici e terrorismo e violenza di stato organizzati. Ma anche nei paesi industrializzati dell'Europa occidentale e del Nord America questi diritti sono una semplice frazione di diritti e libertà che le persone chiedono e desiderano oggi. Inoltre, la sottomissione economica delle masse lavoratrici al capitale e il rapporto diretto che esiste tra diritti civili da un lato, e proprietà dall'altro, rende questi diritti vuoti di ogni significato serio e reale. Ancora, la esperienza delle masse in questi paesi durante tempi di crisi economica mostra chiaramente che la sopravvivenza persino di questi diritti nominali corrisponde direttamente alle vicissitudini economiche della classe capitalista, e che essi vengono prontamente attaccati quando vengano a trovarsi sulla via del profitto e dell'accumulazione del capitale.

Genuine libertà individuali e civili possono realizzarsi soltanto in una società che sia essa stessa libera. Eliminando la sottomissione economica e di classe, la rivoluzione comunista operaia aprirà la strada alle più ampie libertà e opportunità per l'individuo di trovare da sé espressione nei diversi campi della vita.

Allo stesso tempo, il partito comunista operaio lotta per la realizzazione e la protezione dei più ampi diritti individuali e civili nella società attuale. Tali diritti innegabili e inviolabili, nelle loro linee sono i seguenti:

1- Diritto di vivere. Immunità del corpo e della mente contro ogni violazione.

2- Diritto a una vita decente. Diritto a ciò che è indispensabile a una vita normale nella società attuale.

3- Diritto di riposare, ricrearsi, divertirsi, rilassarsi.

4- Diritto all'educazione. Diritto di fruire di tutte le risorse educative a disposizione della società.

5- Diritto alla salute. Diritto di fruire di tutte le strutture esistenti per la protezione contro infortuni e malattie. Diritto di fruire di ogni struttura sanitaria e medicale a disposizione della società.

6- Diritto all'indipendenza individuale. Proibizione della schiavitù e del lavoro forzato comunque vengano occultati o giustificati.

7- Diritto a socializzare e avere una vita sociale. Proibizione della segregazione delle persone dall'ambiente sociale e del diniego dell'opportunità di associarsi con altri.

8- Diritto di cercare e conoscere la verità in ogni campo della vita sociale. Proibizione della censura e del controllo da parte dello stato o dei gestori e magnati dei media sull'informazione messa a disposizione del pubblico.

9- Diritto di godere di un ambiente salubre e sicuro. Diritto del popolo e dei suoi rappresentanti di monitorare e controllare gli effetti sull'ambiente delle attività dello stato e delle imprese.

10- Libertà incondizionata di credo, espressione, riunione, stampa, dimostrazione, sciopero, libertà incondizionata di organizzazione e di formazione di partiti politici.

11- Piena e incondizionata libertà di critica. Diritto di criticare tutti gli aspetti politici, culturali, etici, e ideologici della società. Ogni invocazione di "sacri princìpi" nazionali, patriottici, religiosi o altro per re-stringere la libertà di critica e di espressione va proibita e dichiarata illegale. Proibizione di forme di intimidazione religiose, patriottiche, nazionalistiche o altro volte a sopprimere la libera espressione della opinione.

12- Libertà di religione e di ateismo.

13- Suffragio universale e uguale per chiunque abbia compiuto i sedici anni, a prescindere dal sesso, religione, etnia, nazionalità, occupazione, cittadinanza, credo o convinzione politica. Diritto per chiunque abbia compiuto sedici anni di concorrere per qualunque rappresentanza e occupare qualunque posto o ufficio elettivi.

14- Proibizione della inquisizione. Diritto di ogni persona di rifiutarsi di testimoniare contro se stessi per evitare l'autoincriminazione. Diritto di rimanere in silenzio circa le proprie vedute e convinzioni personali.

15- Diritto incondizionato a scegliere il proprio luogo di residenza. Libertà di spostamento e di viaggio per chiunque, uomo o donna, abbia compiuto i sedici anni. Proibizione di ogni forma di controllo permanente dei movimenti all'interno del paese da parte dello stato o delle autorità di sicurezza. Abolizione di qualunque restrizione in uscita dal paese. Su richiesta, rilascio immediato e incondizionato del passaporto e documenti di viaggio.

16- Proibizione dell'imposizione di qualunque restrizione all'ingresso e all'uscita dei cittadini di altri paesi. Garanzia di cittadinanza a chiunque ne faccia richiesta e che accetti gli obblighi legali della cittadinanza. Rilascio incondizionato dei permessi di soggiorno e di lavoro a chi faccia richiesta di residenza in Iran.

17- Inviolabilità della privacy delle persone. Inviolabilità del domicilio, della corrispondenza, delle conversazioni, e protezione contro ogni forma di intrusione da parte di qualunque autorità. Proibizione di pedinamento, intercettazione, sorveglianza. Proibizione di raccolta di informazioni sulle persone senza il loro esplicito permesso. Diritto di ogni persona di ottenere e studiare ogni informazione che le autorità dello stato hanno su di essa.

18- Libertà nella scelta dell'impiego.

19- Libertà incondizionata nella scelta dell'abbigliamento. Abolizione di ogni requisito, ufficiale o no, sulla quantità o il tipo di abbigliamento che gli uomini o le donne debbano indossare in pubblico. Proibizione di ogni forma di discriminazione o restrizione sulla base dell'abbiglia mento o apparenza delle persone.

20- Diritto dei rappresentanti popolari eletti di testare e monitorare le attività, documenti e uffici dello stato. Proibizione della diplomazia segreta.

         
Un Mondo Migliore - Parte 2 - IV

UGUAGLIANZA ED ELIMINAZIONE DELLE DISCRIMINAZIONI




L'uguaglianza umana è una concezione centrale del comunismo operaio e un principio basilare della libera società socialista che deve essere fondata con l'abolizione del sistema classista, sfruttatore e discriminatore del capitalismo. L'uguaglianza comunista è una concezione più vasta della mera eguaglianza di fronte alla legge. L'uguaglianza comunista è la vera uguaglianza di tutte le persone in campo economico, politico e sociale. Uguaglianza non solo nei diritti politici ma anche nel godimento delle risorse materiali e dei prodotti della fatica collettiva umana; uguaglianza nello status sociale e nelle relazioni economiche; uguaglianza non solo di fronte alla legge ma anche nei rapporti delle persone tra loro. L'uguaglianza comunista, che allo stesso tempo è la condizione necessaria per lo sviluppo delle diverse potenzialità e talenti delle persone e per la vitalità materiale e intellettuale della società, può realizzarsi soltanto facendola finita con la divisione in classi. Una società classista non può per definizione essere una società eguale e libera.

La nostra lotta per l'uguaglianza e l'eliminazione delle discriminazioni nelle società capitaliste esistenti è parte integrante della nostra più vasta e fondamentale lotta per far avanzare la rivoluzione sociale e instaurare una società comunista libera ed eguale. Il nostro partito è all'avanguardia di qualunque lotta sociale contro la discriminazione e la disuguaglianza e crede che diritti uguali e uguale applicazione delle leggi per tutti, senza riguardo al sesso, nazionalità, religione, razza, credo, convinzione, occupazione, status, cittadinanza, eccetera debba essere proclamato come principio cardinale inviolabile prima di qualunque legge. Ogni legge o regolamento che sia in violazione con tale principio deve essere immediatamente rigettato, e tutti i casi di discriminazione da parte di qualunque individuo, autorità o istituzione, statale o privato, deve essere immediatamente sottoposto a indagine penale.


UGUAGLIANZA DELLA DONNA E DELL'UOMO.
PROIBIZIONE DI DISCRIMINAZIONI SECONDO IL SESSO

La discriminazione contro la donna è una pietra angolare del mondo d'oggi. Nella maggior parte del mondo, alla donna sono ufficialmente e legalmente negati anche i più miseri diritti riconosciuti agli uomini. Nei paesi economicamente arretrati e laddove la religione e le vecchie tradizioni hanno forte influenza sulla struttura politica, amministrativa e culturale della società, l'oppressione della donna assume le forme più grossolane e odiose. Nei paesi avanzati, e anche nelle società dove, grazie ai movimenti per i diritti della donna e alle lotte socialiste operaie, la discriminazione sessuale è nettamente sparita dal testo della maggior parte delle leggi, la donna è ancora per tanti aspetti discriminata di fatto attraverso i meccanismi dell'economia capitalista e le esistenti tradizioni e credenze di maschilismo sciovinista

In sé, l'oppressione della donna non è una invenzione del capitalismo. Comunque, il capitalismo ha reso questa detestabile eredità della storia una pietra angolare delle relazioni economiche e sociali contemporanee. Le radici della disuguaglianza della donna oggi vanno cercate non nelle credenze arcaiche e nella eredità intellettuale e culturale di società estinte, o nelle idee dei profeti e nelle religioni medievali, ma nella moderna e industriale società capitalista di oggi; in un sistema che vede la divisione sessuale nel processo di produzione come un importante fattore economico e politico per assicurare il profitto del capitale. Creare la flessibilità del lavoro nello assumere e licenziare, introdurre divisioni, competizione e frizioni tra lavoratori, assicurare l'esistenza di settori più svantaggiati all'interno della classe operaia stessa come modo di schiacciare lo standard di vita della classe intera, distorcere la coscienza umana e di classe delle masse lavoratrici e risuscitare pregiudizi morti e sepolti - queste sono le benedizioni della oppressione della donna per il moderno capitalismo contemporaneo e i pilastri dell'accumulazione capitalista oggi. A prescindere della disquisizione se il capitalismo in quanto tale sia intrinsecamente compatibile con l'eguaglianza della donna oppure no, il capitalismo alla fine del XX secolo specificamente si è basato su questa disuguaglianza e non cederà senza un'aspra e violenta resistenza.

Il partito comunista operaio lotta per la piena e incondizionata uguaglianza di donne e uomini. Le leggi e le misure principali che devono essere introdotte subito al fine di avviare l'eliminazione della discriminazione contro le donne sono:

1- Dichiarazione di piena e incondizionata uguaglianza di diritti per donne e uomini, eliminazione immediata di tutte le leggi e regole che violano questo principio.

2- Misure immediate per garantire la completa uguaglianza per donne e uomini nella partecipazione alla vita politica. Diritto incondizionato per le donne a prendere parte alle elezioni a qualunque livello e a essere titolare di qualunque posizione e ufficio - politico, amministrativo, giudiziario e così via. Eliminazione di ogni legge o regola che restringa il diritto delle donne a partecipare in maniera eguale alla politica e ali' amministrazione.

3- Pieni ed eguali diritti e status per donne e uomini nella famiglia. Abolizione dei privilegi dell'uomo quale cosiddetto "capofamiglia", e stesura di eguali diritti e obblighi per uomo e donna riguardo la cura e la crescita dei figli, il controllo e la gestione delle finanze familiari, eredità, scelta della residenza, lavoro domestico, impiego professionale, divorzio, e in caso di separazione, custodia dei figli e divisione (e spettanze) della proprietà familiare. Proibizione del Ta'addod Zowjat (diritto islamico di matrimonio multiplo per gli uomini). Proibizione del Seegheh (affitto islamico della moglie). Abolizione di tutti gli obblighi schiavisti della moglie verso il marito sotto la legge islamica e le antiche tradizioni. Proibizione per il marito di avere rapporti sessuali con la moglie senza il suo consenso, anche senza che vi sia stata violenza. Tali casi, fardelli pesanti imposti alla donna, devono essere perseguiti come stupro. Proibizione di imporre lavori domestici o doveri specificamente domestici alla donna nella famiglia. Imposizione di severe pene per l'abuso, l'intimidazione, la restrizione della libertà, la degradazione e il trattamento violento delle donne e delle minori nella famiglia.

4- Completa uguaglianza di donne e uomini nella vita economica e nell'impiego. Uguale applicazione delle leggi sul lavoro e la sicurezza sociale a donne e uomini. Salario eguale a lavoro simile, per donne e uomini. Abolizione di qualunque restrizione sul tipo di impiego permesso alle donne. Piena eguaglianza di donne e uomini su tutte le questioni connesse a salario, assicurazione, festività, orari di lavoro, turni, mansionario, inquadramento, promozioni e rappresentanza ai vari li velli. Rafforzamento di speciali regole e standard nelle imprese per permettere alle donne di avere un impiego sicuro e carriera professionale, quali la proibizione di assegnare lavori pesanti e tantomeno licenziare donne in stato di gravidanza, e dotare il posto di lavoro di speciali infrastrutture che le donne necessitano. Sedici settimane di permesso per maternità e un anno per accudire la prole. Quest'ultimo va usato sia dalla donna che dall'uomo per loro accordo. Formazione di consigli d'ispezione e supervisione per monitorare l'applicazione da parte delle imprese di tali regolamenti.

Formazione di tribunali di pari opportunità con poteri di decretare sull'uguaglianza delle donne nell'impiego e sul posto di lavoro, statale o privato, commerciale o no. Procedimenti e severe pene per gli stabilimenti che infrangano il principio della assoluta uguaglianza di donne e uomini nell'impiego.

Centri e infrastrutture localmente accessibili e gratuiti come centri daycare, asili e club per bambini che, dato lo sproporzionato peso che il lavoro domestico e la cura dei bambini ha sulla donna oggi come oggi, facilitino l'ingresso delle donne nei diversi campi di attività extra-domestiche.

5- Abolizione di tutti i codici e usi culturali e morali restrittivi e retrogradi che impediscono e contraddicono l'indipendenza e la libera volontà della donna come eguale cittadino. Abolizione di ogni restrizione sui diritti della donna - single o sposata - di viaggiare e scegliersi il luogo di residenza a volontà, sia entro che fuori dal paese. Abolizione di tutte le leggi e regolamenti che restringano il diritto della donna nella scelta dell'abbigliamento, impiego e relazioni sociali. Proibizione di ogni forma di segregazione di donne e uomini in luogo pubblico, stabilimento, assemblea, riunione e trasporto pubblico. Educazione mista a tutti i livelli. Proibizione dell'uso nella corrispondenza e nei discorsi ufficiali da parte delle autorità e aziende statali o private di titoli come Signorina, Signora, sorella o altri appellativi che definiscano la donna in base alla sua posizione nei confronti dell'uomo. Proibizione di interferenza da parte di ogni autorità, membri della famiglia o parenti, o autorità ufficiali nella vita privata delle donne e nelle loro relazioni personali, emotive e sessuali. Proibizione di qualunque forma di trattamento degradante, maschilista, patriarcale, e iniquo delle donne nelle istituzioni pubbliche. Proibizione del riferimento al sesso negli avvisi di lavoro. Eliminazione di ogni riferimento alle donne pregiudizievole e degradante dai libri di testo e dal materiale educativo, e inclusione, al loro posto, di corsi speciali e materiale d'insegnamento sulla questione dell'uguaglianza della donna. Formazione di unità di supervisione e speciali dipartimenti della sicurezza per affrontare casi di persecuzione e discriminazione contro le donne.

6- Azione diretta da parte di rilevanti autorità statali per combattere il maschilismo sciovinista e la cultura antifemminile nella società. Supporto e incoraggiamento ai gruppi non governativi di diritti della donna.


UGUALI DIRITTI PER TUTTI I RESIDENTI NEL PAESE A PRESCINDERE
DALLA CITTADINANZA

1- Piena incondizionata uguaglianza per tutti i residenti in Iran, senza riguardo alla cittadinanza, in tutti i diritti e doveri legali, siano questi individuali, civili, politici, sociali, assistenziali.

2- Uguale applicazione delle leggi lavorative e dell'assistenza sociale a tutti gli operai a prescindere dalla cittadinanza.

3- Rilascio di permessi di entrata, residenza, lavoro, carta assicurativa, ecc. a tutti i residenti in Iran che li richiedano.


PROIBIZIONE DELLA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE

Il partito comunista operaio lotta risolutamente contro il razzismo e ogni forma di pregiudizio razziale. Non solo le leggi del paese dovrebbero proibire esplicitamente discriminazioni per razza, ma dovrebbe essere costantemente parte della politica estera enfatizzare l'opposizione alla discriminazione razziale ovunque nel mondo.


ELIMINAZIONE DELLA OPPRESSIONE NAZIONALE

Il partito comunista operaio è per la completa fine della oppressione nazionale e di tutte le forme di discriminazione nazionale nelle leggi del paese e nelle politiche di governo. Il partito considera il nazionalismo, l'identità nazionale e l'orgoglio nazionale come nozioni molto arretrate e pericolose che negano l'identità umana universale delle persone e soffocano la causa dell'uguaglianza e della libertà. Il partito è fermo oppositore di qualunque classificazione della popolazione secondo la nazionalità e ogni definizione di identità nazionale per le persone. Esso è per edificare un sistema in cui tutti i residenti, a prescindere delle nazionalità, abbiano uguali diritti come membri della società, e dove nessuna discriminazione, in negativo o in positivo, venga esercitata sulla base di nazionalità.

Come principio generale, il partito comunista operaio rivendica che le persone di origine nazionale diversa vivano come liberi cittadini con eguali diritti entro più vaste entità nazionali. Questo rafforza i ranghi operai nella lotta di classe. Non di meno, in casi dove una storia di oppressione e conflitti nazionali hanno reso difficile la coesistenza all'interno degli stati esistenti, il partito riconosce il diritto delle nazionalità oppresse, se tale è la loro scelta in un referendum diretto e libero, alla secessione e formazione di stati indipendenti.


LA QUESTIONE KURDA

Considerando la lunga storia di oppressione nazionale contro la popolazione kurda in tutti i paesi della regione, e la sanguinaria soppressione dei movimenti di protesta e le lotte per l'autonomia nel Kurdistan iraniano sia sotto il regime dello Shah che sotto il regime islamico, il partito comunista operaio, per principio, riconosce il diritto della popolazione kurda a separarsi dall'Iran e formare uno stato indipendente attraverso un libero referendum. Il partito condanna severamente ogni azione militare e violenta per prevenire l'esercizio di tale libera scelta. Il partito comunista operaio richiede l'immediata risoluzione della questione kurda in Iran per mezzo di un libero referendum nelle regioni abitate da kurdi nell'Iran occidentale sotto la supervisione di riconosciuti organismi internazionali. Tale referendum dovrebbe esserci dopo il ritiro delle forze militari del governo centrale e un periodo di libera attività per tutti i partiti politici in Kurdistan per informare la gente dei loro programmi, posizioni, vedute.

Come regola, il partito comunista operaio in ogni momento favorirà la secessione del Kurdistan solo se è assai verosimile che tale percorso fornirà alle masse lavoratrici in Kurdistan diritti civili più progressivi e un ambiente economico e sociale più equo e più sicuro. La posizione ufficiale del partito verrà dunque decisa in sintonia con gli interessi della classe operaia nel suo insieme e della popolazione lavoratrice del Kurdistan specificamente, dopo una valutazione concreta della situazione in quel momento.

Il partito comunista operaio ritiene l'idea dell'autonomia kurda rivendicata dalle forze nazionaliste in Kurdistan non un passo avanti ma piuttosto una ricetta per la perpetuazione di identità nazionali kurde e non kurde all'intemo di un unico contesto nazionale. L'autonomia nazionale è condannata a rendere eterne e legittimare ufficialmente le divisioni nazionali, e porre lo scenario per la continuazione dei conflitti nazionali negli anni a venire.

Il partito comunista operaio considera invalido e illegale ogni piano sul futuro politico del Kurdistan, sia esso decisione unilaterale del governo oppure risultato di accordi tra governo centrale e partiti locali, introdotto senza l'esplicito consenso della stessa popolazione del Kurdistan in un referendum libero e aperto.

         
Un Mondo Migliore - Parte 2 - V

MODERNE E PROGRESSIVE NORME SOCIALI E CULTURALI




Le norme e le pratiche politiche ed amministrative nella società dovrebbero essere moderne, laiche e progressive. Ciò richiede di ripulire completamente lo stato e l'amministrazione da religione, etnicismo, nazionalismo, razzismo, e ogni ideologia e istituzione che contraddica l'assoluta eguaglianza di tutti nei diritti civili e di fronte alla legge, o soffochi la libertà di pensiero, di critica e di ricerca scientifica. Religione e nazionalismo sono per loro natura tendenze discriminatorie e reazionarie e incompatibili con il progresso e la libertà umana. In particolare la religione, anche se rimane affare privato dell'individuo, è una barriera all'emancipazione e allo sviluppo umano.

La costituzione di uno stato e un sistema politico moderni e laici è appena il primo passo verso la completa emancipazione dalla bigotteria e pregiudizi religiosi, nazionali, etnici, razziali, sessuali.

Il partito comunista operaio chiede che entri immediatamente in vigore quanto segue:


RELIGIONE, NAZIONALITÀ, ETNIA

1- Libertà di religione e di ateismo. Completa separazione della religione dallo stato. Omissione di tutte le nozioni e riferimenti religiosi e ispirati alla religione da tutte le leggi. La religione venga dichiarata questione privata dell'individuo. Rimozione di ogni riferimento nelle leggi, nelle carte d'identità e nei documenti ufficiali alla religione della persona. Proibizione di ascrivere le persone, individualmente o collettivamente, a qualunque gruppo etnico o religione in documenti ufficiali, nei media e così via.

2- Completa separazione della religione dall'educazione. Proibizione di insegnare soggetti religiosi e dogma o interpretazioni religiose di qualunque soggetto nelle scuole e nelle strutture educative. Ogni legge e regolamento che rompa il principio dell'educazione laica non religiosa deve essere immediatamente abolito.

3- Proibizione di ogni tipo di supporto finanziario, materiale o morale da parte dello stato o delle istituzioni statali alla religione e alle attività religiose, istituti e sette. Lo stato ha il dovere di sradicare la religione dalle diverse sfere della vita sociale con mezzi informativi e innalzando il pubblico livello di educazione e conoscenza scientifica. Omissione di ogni tipo di riferimento nel calendario ufficiale a date e occasioni religiose.

4- Proibizione di cerimonie religiose violente e inumane. Proibizione di ogni forma di attività religiosa, cerimonia o rituale che sia incompatibile con i diritti civili e le libertà delle persone e il principio della uguaglianza di tutti. Proibizione di ogni forma di manifestazione religiosa che disturbi la pace e la sicurezza delle persone. Proibizione di ogni forma di cerimonia o comportamento religioso che sia incompatibile con le leggi e i regolamenti riguardanti salute, igiene, ambiente, e prevenzione di violenze e crudeltà su animali.

5- Protezione dei ragazzi e dei minori di sedici anni da ogni forma di manipolazione materiale e spirituale da parte delle religioni e delle istituzioni religiose. Proibizione di attirare minori di sedici anni in sette religiose o cerimonie e siti religiosi.

6- Tutte le denominazioni religiose e le sette vanno registrate ufficialmente come imprese private. Sottoporre gli impianti religiosi a leggi e regolamenti d'impresa. Consultazione, da parte delle autorità legali, dei libri e conti e transazioni degli organismi religiosi. Sottoporre tali istituzioni alle leggi di tassazione che si applicano alle altre imprese d'affari.

7- Proibizione di ogni coercizione fisica o psicologicaper accettare una religione.

8- Proibizione di usanze religiose, etniche, tradizionali, locali, ecc. che infrangano i diritti delle persone, uguaglianza e libertà, il loro godimento dei diritti civili, culturali, politici, economici riconosciuti per legge, e la loro libera partecipazione nella vita sociale.

9- Confisca e riappropriazione di tutte le proprietà, ricchezze e costruzioni che i governi religiosi hanno acquisito con l'uso della forza o tramite lo stato e fondazioni varie sotto il regime islamico. Queste vanno consegnate nelle mani di organismi popolarmente eletti per il pubblico beneficio.

10- Proibizione di ascrivere individui o gruppi a una particolare nazionalità, in pubblico, nei media, negli uffici, e così via senza il loro esplicito consenso.

11- Omissione di ogni riferimento alla nazionalità della persona in carte d'identità, documenti ufficiali, e affari ufficiali.

12- Proibizione di incitamento all'odio religioso, nazionale, etnico, razziale, o sessuale. Proibizione a formare organizzazioni politiche che ufficialmente e apertamente proclamino la superiorità di un gruppo su altri sulla base della loro nazionalità, etnia, razza, religione, o sesso.


COABITAZIONE, FAMIGLIA, MATRIMONIO, DIVORZIO

1- Diritto per ogni coppia di persone di almeno sedici anni di età di vivere insieme per loro stessa scelta. Ogni forma di coercizione di individui da parte di qualunque persona o autorità nella scelta del partner, nella coabitazione (o matrimonio) o nella separazione (o divorzio) è vietata.

2- Una semplice registrazione è sufficiente affinché la coabitazione sia riconosciuta ufficialmente e sia coperta dalle leggi sulla famiglia, se le parti così vogliono. Laicizzazione del matrimonio. Divieto di rituali e recite religiose alle cerimonie statali per la registrazione del matrimonio. Tenere o meno cerimonie speciali, siano religiose o laiche, per il matrimonio non influisce sulla sua validità o status di fronte alla legge.

3- Proibizione di ogni forma di transazione finanziaria nel matrimonio, come fissare Mehriyye, Shirbaha, Jahhizieh (diverse forme di pagamenti in denaro e in natura dalle due parti), e così via, come termini e precondizioni del matrimonio.

4- Proibizione del Ta'addod Zowjat (diritto islamico di matrimonio multiplo per gli uomini) e del Seegheh (affitto islamico della moglie).

5- Eguali diritti per la donna e per l'uomo nella famiglia, nella scelta della residenza, nella cura e nell'educazione dei figli, nelle decisioni riguardanti la proprietà e le finanze della famiglia, e in tutte le materie concernenti la coabitazione. Abolizione dello speciale status dell'uomo come capo famiglia in tutte le leggi e regolamenti, e diritti uguali per donna e uomo nella supervisione degli affari della famiglia.

6- Diritto incondizionato alla separazione (divorzio) per donna e uomo. Eguali diritti e obblighi per la donna e l'uomo nella custodia e cura dei figli dopo la separazione.

7- Pari diritti dei partner durante la separazione rispetto alla proprietà e alle risorse che sono state acquisite o usate dalla famiglia durante la coabitazione.

8- Abolizione del trasferimento automatico del nome di famiglia paterno ai figli. La decisione sul cognome della prole va lasciata al mutuo accordo tra i genitori. Se non viene raggiunto un accordo, il figlio o la figlia prende il cognome della madre. I riferimenti ai nomi dei genitori vanno omessi dalle carte d'identità e dagli altri documenti d'identità ufficiali, come il passaporto, la patente di guida, eccetera.

9- Supporto materiale e morale dallo stato ai genitori singoli. Speciale supporto alle madri che si sono separate o i cui figli siano nati al di fuori del matrimonio, di fronte alle difficoltà economiche o alle reazionarie pressioni culturali ed etiche.

10- Abolizione di tutte le leggi e regole anacronistiche e reazionarie che trattano come un crimine la relazione sessuale di uomini o donne con persone che non siano i rispettivi coniugi.


DIRITTI DEI BAMBINI

1- Diritto di ogni bambino a una vita felice, sicura e creativa.

2- La società è responsabile di assicurare il benessere di ogni bambino senza riguardo ai mezzi e alle condizioni della sua famiglia. Lo stato è obbligato a fornire uno standard di vita e di opportunità di sviluppo ai bambini che sia uniforme e quanto più elevato possibile.

3- Indennità e servizi medicali, educativi, e culturali, gratuiti per assicurare un elevato standard di vita per bambini e giovani senza tener conto delle condizioni della famiglia.

4- Porre tutti i bambini senza famiglia o cura familiare sotto la tutela dello stato, e provvedere alla loro vita ed educazione in centri moderni, accurati, progressivi, e ben equipaggiati.

5- Creazione di asili moderni e ben forniti per assicurare che tutti i bambini siano provvisti di un ambiente educativo e sociale creativo a prescindere dalle condizioni familiari.

6- Uguali diritti per tutti i bambini, siano essi nati nel o al di fuori del matrimonio.

7- Divieto di impiego professionale per bambini e giovani minori di sedici anni.

8- Proibizione dell'abuso dei bambini a casa, a scuola e nella società in genere. Stretta proibizione di pene corporali. Divieto di assoggettare i bambini a pressioni psicologiche e intimidazioni.

9- Decisa azione legale contro l'abuso sessuale dei bambini. L'abuso sessuale dei bambini è condannato come crimine grave.

10- Procedimento penale e condanna di chiunque in qualunque modo e sotto qualunque pretesto impedisca a bambini e bambine di godere dei loro diritti civili e sociali, come l'educazione, la ricreazione, e la partecipazione nelle attività sociali dei bambini.


RELAZIONI SESSUALI

1- La relazione sessuale libera e consensuale è l'innegabile diritto di chiunque abbia raggiunto l'età del consenso. L'età legale del consenso sia per donne che per uomini è di quindici anni. Rapporti sessuali di adulti (cioè persone oltre l'età del consenso) con persone non adulte, anche se consensuale, è illegale e la parte adulta è perseguita dalla legge.

2- Tutti gli adulti, donne o uomini, sono completamente liberi di decidere sulla loro relazione sessuale con altri adulti. La volontaria relazione di adulti tra loro è loro affare privato e nessuna persona o autorità ha il diritto di sottoporla a scrutinio, interferirvi o renderla pubblica.

3- Chiunque, specialmente giovani e adolescenti, deve ricevere l'educazione sessuale, e istruzioni sui metodi contraccettivi e sesso sicuro. L'educazione sessuale deve essere parte obbligatoria dei corsi di scuola superiore. Lo stato è responsabile di accrescere rapidamente la consapevolezza scientifica della popolazione su materie sessuali e i diritti dello individuo nella relazione sessuale, tramite la pubblicità dell'informazione, avviare cliniche e servizi di informazione accessibili a tutti gli interessati, speciali programmi radio e TV, e tutti gli altri metodi efficaci.

4- I contraccettivi, VD e simili devono essere liberamente e facilmente disponibili a tutti gli adulti.


ABORTO

Pochi fenomeni come l'aborto, cioè la deliberata eliminazione dell'embrione umano a causa di pressioni economiche e culturali, mostrano l'intimo valore della vita umana nel sistema attuale e l'incompatibilità della società di classe esistente e le sue relazioni di sfruttamento con la vita e il benessere umano. L'aborto è il testimonio dell'autoalienazione delle persone e la loro vulnerabilità di fronte alle sofferenze e privazioni che la società classista esistente impone loro.

Il partito comunista operaio è contrario all'atto dell'aborto. Il partito si batte per la creazione di una società dove nessuna pressione o condizione spinga le persone ad eseguire o accettare un tale atto.

Allo stesso tempo, fin quando circostanze avverse effettivamente spingono un gran numero di donne a ricorrere ad aborti clandestini, il partito comunista operaio al fine di prevenire l'abuso da approfittatori e assicurare protezione della salute della donna richiede l'introduzione delle seguenti misure:

    1- Legalizzazione dell'aborto fino alla dodicesima settimana di gravidanza.

    2- Aborto dopo la dodicesima settimana legalmente permesso se la salute della madre è in pericolo (fino al tempo in cui il parto cesareo e la salvezza del feto è possibile data l'esperienza medica più avanzata). Tali casi vanno accertati dalle autorità mediche competenti.

    3- Ampie infrastrutture gratuite a disposizione per test di gravidanza. Istruire le persone sul loro uso al fine di assicurare una rapida individuazione di gravidanze indesiderate.

    4- Cura gratuita, aborto e postaborto, in cliniche provviste di licenza da parte di ginecologi.

    5- La decisione su avere o non avere un aborto spetta alla donna soltanto. Lo stato ha il dovere, comunque, di informarla prima della decisione definitiva, degli argomenti dissuasivi e delle raccomandazioni delle autorità scientifiche e dei consulenti sociali come anche degli impegni finanziari, materiali e morali dello stato nei confronti di lei e del nascituro.


Per ridurre il numero di aborti, il partito comunista operaio chiede inoltre l'introduzione delle seguenti misure urgenti per prevenire gravidanze non volute e liberare la donna da pressioni economiche, culturali e morali:
    1- Vasta educazione sessuale sui contraccettivi e sull'importanza della questione. Servizi di assistenza ampiamente accessibili.

    2- Vasta e gratuita disponibilità di contraccettivi.

    3- Allocazione di adeguati fondi e risorse per aiutare le donne che stanno prendendo in considerazione l'aborto a causa di condizioni economiche. Lo stato dovrebbe accentuare l'aspetto del suo dovere e della sua preparazione a prendersi cura del nascituro qualora la madre decida di partorire.

    4- Risolute campagne contro quei pregiudizi e quelle pressioni morali che portino le donne ad abortire. Attivo supporto dello stato alle donne contro tali pressioni, pregiudizi e intimidazioni.

    5- Campagna contro le attitudini ignoranti, maschiliste, arretrate che soffochino la crescita della coscienza sessuale delle persone e, specificamente, impediscano il largo uso da parte di donne e giovani dei contraccettivi e di quant'altro per un sesso sicuro.


LA BATTAGLIA CONTRO LA TOSSICODIPENDENZA E IL TRAFFICO DI DROGA

1- Stretta proibizione di vendita e acquisto di narcotici e azione penale e sentenze severe per coloro che sono responsabili della produzione illecita e del traffico di droga.

2- Aiutare la battaglia contro la tossicodipendenza eliminando il terreno sociale ed economico che spinge le persone alla droga, e proteggere i tossicodipendenti da spacciatori e reti di narcotraffico.

3- Decriminalizzazione della vita dei tossicodipendenti. Aiutare chi fa uso di droga tramite:

    a. Creazione di cliniche statali che vengano incontro ai bisogni di chi fa uso di droghe a condizione che essi siano d'accordo a partecipare a programmi di riabilitazione.

    b. Legalizzazione del possesso di alcune droghe in quantità necessaria all'uso personale. Siringhe e aghi ipodermici gratuiti da mettersi a disposizione tramite farmacie e cliniche a tutti coloro che li necessitino per proteggere chi fa uso di droghe da malattie come l'AIDS, l'epatite, e per contenere la diffusione di tali malattie.

    c. Proibizione di qualunque forma di esilio, incarcerazione o isolamento di chi faccia uso di droghe sulla base della loro dipendenza. La tossicodipendenza in sé non è un crimine.


LOTTA ALLA PROSTITUZIONE

Lotta attiva alla prostituzione eliminandone il terreno economico, sociale e culturale, e decisa azione contro le reti che organizzano la prostituzione, il racket, i protettori.

Stretto divieto di organizzare la prostituzione, accordi, contratti, e sfruttamento del lavoro della prostituzione.

Decriminalizzazione della vita e del lavoro di chi si prostituisce. Aiutare costoro a riconquistare la loro dignità sociale e la loro autostima e liberare le loro vite da reti e bande criminali, tramite:

    1- Legalizzare la vendita di sesso come lavoro autonomo. Estendere la protezione della legge e delle autorità di sicurezza a chi si prostituisce contro la mafia, il racket, gli estortori, i ruffiani, ecc.

    2- Rilascio di permessi di lavoro a coloro i quali lavorano come prostituti o prostitute autonomi. Mantenere alto il loro prestigio e onorabilità come rispettabili membri della società, e aiutarli a costituire la propria struttura sindacale.

    3- Speciali servizi medici, terapeutici e preventivi, gratuiti a coloro che si prostituiscono per proteggerli da malattie e danni derivanti dall'impiego in tale professione.

    4- Coerente lavoro educativo, incoraggiamento e aiuto pratico da parte di organi responsabili dello stato per agevolare chi si prostituisce ad abbandonare la prostituzione e ricevere una formazione per lavorare in altri campi.


PRINCÌPI PROCESSUALI

1- L'accusato è innocente a meno che non ne sia provata la colpevolezza.

2- I processi devono aver luogo in condizioni eque e liberi da pregiudizi e provocazioni. Dove svolgere il giudizio, giudice e composizione della giuria devono essere fissati in modo da assicurare tali condizioni.

3- L'accusato e i suoi difensori hanno il diritto di conoscere e studiare tutte le prove, indizi e testimoni dell'accusa o del querelante prima del processo.

4- Il verdetto della corte è appellabile, almeno una volta, da parte dell'accusato, dell'accusa o da entrambe le parti interessate all'azione legale.

5- Divieto di fomentare preconcetti pubblici sul processo e sulle persone coinvolte mentre il processo è in corso.

6- Divieto di procedere in circostanze in cui la pressione della pubblica opinione abbia negato o compromesso le possibilità di un giudizio imparziale.

7- La testimonianza della polizia ha lo stesso peso di quella di altri testimoni.

8- Giudici e corte devono essere totalmente indipendenti dal processo di indagine preliminare e del rinvio a giudizio. Per correttezza legale, le procedure di indagine devono essere supervisionate e approvate da speciali giudici.

9- Nelle leggi penali, abuso e violazione della persona, fisicamente e moralmente, violenza contro i bambini, i crimini cosiddetti passionali commessi contro le donne, violenza domestica, crimini d'odio contro specifici gruppi di persone, e crimini comprendenti violenza e intimidazione in generale, devono essere trattati come offese molto più gravi della violazione dei diritti di proprietà e della ricchezza, sia statale che privata. Pene vendicative e cosiddette esemplari devono essere sostituite da pene a intento correttivo e che proteggano la società dal ripetersi del crimine.


DIRITTI DELL'ACCUSATO E DELLA DIFESA

1- Un individuo può essere detenuto per un massimo di 24 ore senza essere accusato. Il posto della detenzione non deve essere in una prigio ne ma in una parte degli edifici usati dalle autorità di sicurezza.

2- Prima dell'arresto, i fermati devono essere messi a conoscenza dei loro diritti.

3- Chiunque ha il diritto di chiamare un avvocato o testimoni del proprio arresto e interrogatorio. Chiunque ha il diritto di fare due telefonate al proprio avvocato o ai parenti, o a chiunque desideri, entro la prima ora di detenzione.

4- Le autorità di sicurezza non hanno il diritto, prima di accusare una persona, di prendere impronte digitali o fotografie dell'individuo o effettuare check medici o test del DNA senza il suo permesso.

5- In stato di arresto, il parente più prossimo del fermato, o chiunque altro di sua decisione, deve essere immediatamente informato della detenzione.

6- Atti di tortura, intimidazione, umiliazione o pressione psicologica contro i fermati, gli accusati, o i detenuti sono strettamente vietati e condannati come crimine grave

7- Proibito ottenere una confessione per mezzo di minaccia o istigazione.

8- Resistenza pacifica all'arresto, tentativo pacifico di fuga dalla prigione, o evadere l'arresto non sono di per sé dei crimini.

9- Le autorità di sicurezza non hanno il diritto di investigare o ricercare persone o entrare nelle loro abitazioni private senza il loro permesso o l'autorizzazione di competenti autorità giudiziarie.

10- L'ufficio del coroner, i laboratori di medicina legale e i tecnici responsabili dell'esame delle prove fisiche devono essere indipendenti dagli organi di sicurezza. Tali istituti lavorano direttamente sotto l'autorità giudiziaria.

11- Il tribunale delle denunce alla polizia deve essere indipendente dalle autorità di polizia e di sicurezza. I risultati del tribunale devono essere resi pubblici.

12- Archivi e informazioni tenute dai corpi di sicurezza su ogni individuo devono essere prontamente accessibili allo stesso per poterli studiare.

13- I prigionieri sono coperti dalle leggi sul lavoro e dalle leggi generali dell'assistenza sociale e della sanità.

14- Le prigioni devono essere amministrate da istituzioni indipendenti da polizia e organi di sicurezza, e sotto la diretta supervisione dell'autorità giudiziaria.

15- Gli ispettori eletti hanno il diritto di visitare prigioni come considerano opportuno e senza avviso.


ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE

La pena di morte deve essere immediatamente abolita. L'esecuzione o ogni altra forma di pena che comporti violazione del corpo (mutilazione, punizioni corporali, ecc.) è vietata in qualunque circostanza. L'ergastolo va anch'esso abolito


RISPETTO PER LA DIGNITÀ DELLA PERSONA

1- Divieto di classificare, apertamente o implicitamente, la dignità e il valore sociale delle persone sulla base del rango, della posizione, della religione, nazionalità, cittadinanza, sesso, livello di reddito, apparenza, connotati fisici, educazione, e così via.

2- Divieto di calunnia e diffamazione.

3- Divieto di effettuare esperimenti medici, farmaceutici o ambientali, e test su individui, senza che ne siano a conoscenza e acconsentano espressamente. Divieto di qualunque violazione dell'integrità fisica della persona (come sterilizzazione, rimozione o trapianto di organi e arti, manipolazione genetica, aborto, circoncisione, e così via) senza che la persona ne sia a conoscenza e dia il suo consenso.

4- Divieto di usare titoli e appellativi accademici, religiosi, statali o militari (come generale, ayatollah, dottore, reverendo, e così via) al di fuori dell'ambiente professionale adeguato. Nelle comunicazioni ufficiali e di stato ad ogni persona va fatto riferimento soltanto per nome e cognome. Divieto di usare titoli e termini spregiativi nella descrizione dei vari gruppi sociali, da parte di qualunque autorità o istanza, statale o privata.

5- Divieto di distinzione di sezioni di prima e seconda classe, deluxe e standard, ecc. nei trasporti pubblici, ferrovie, aerolinee, hotel statali, centri per la vacanza e il tempo libero, e così via. Tali servizi devono essere a disposizione di tutti a uno standard uniforme e quanto più elevato possibile.


I MASS MEDIA

Pubblico accesso alla stampa popolare e ai mezzi di comunicazione. Creazione di reti radio e TV pubbliche, e condivisione del tempo di trasmissione tra le varie organizzazioni e associazioni, quali i consigli, i partiti, le società, ecc. Abolizione totale della censura sui media - politica o quant'altro.


LINGUE NAZIONALI E LOCALI

Divieto di lingua ufficiale obbligatoria. Lo stato può designare una delle attuali lingue nel paese come la lingua principale dell'amministrazione e dell'educazione, provvedendo che chi parla le altre lingue goda delle necessarie infrastrutture nella vita politica, sociale e educativa e che sia protetto il diritto di ognuno di usare la propria lingua madre in tutte le attività sociali e di far uso di tutte le strutture pubbliche.


CAMBIARE L'ALFABETO FARSI

AI fine di colmare il gap che separa la società iraniana dalle frontiere del progresso scientifico, industriale e culturale del mondo d'oggi, e al fine di aiutare la gente a trarre beneficio dai risultati di tale progresso e prendere maggiormente parte attiva in essa, l'alfabeto Farsi ufficiale deve essere sistematicamente cambiato in alfabeto Latino.

Il partito chiede anche:

1- La lingua inglese deve essere insegnata dalle prime classi al fine di rendere questa la lingua prevalente nell'educazione e nell'amministrazione.

2- Il calendario occidentale (il calendario ufficialmente in uso internazionalmente oggi) deve essere ufficialmente riconosciuto e va usato nei documenti ufficiali insieme al calendario locale.

         
Un Mondo Migliore - Parte 2 - VI

LEGGI DEL LAVORO E DELL 'ASSISTENZA SOCIALE




Fin quando il capitale domina la società umana, fin quando le persone devono vendere la propria forzalavoro ai proprietari dei mezzi di produzione e lavorare per il capitale per poter vivere, e fin quando il sistema del lavoro salariato e la compravendita di forzalavoro umana sopravvive, nessuna legge lavorativa, non importa quante clausole contenga in favore dei lavoratori, sarà una legge del lavoro veramente libera - una legge operaia del lavoro. La vera legge operaia del lavoro è l'abolizione del sistema del salario e la creazione di una società dove tutti contribuiscono, volontariamente e secondo le proprie capacità, alla produzione delle necessità e del benessere di tutti, e dividono i prodotti del loro sforzo collettivo secondo i loro bisogni.

Comunque, fin quando il sistema salariale esiste, il movimento comunista operaio punta a imporre ai rapporti di lavoro e alla legislazione lavorativa in questo sistema condizioni tali da assicurare il livello più elevato possibile di benessere e le migliori condizioni lavorative per i lavoratori, e proteggere la classe operaia e la popolazione nel suo complesso dalle conseguenze distruttive del sistema del lavoro salariato. In questa lotta il comunismo operaio punta inoltre all'introduzione di pratiche e standard di impiego che aiutino a innalzare la coscienza degli operai come classe, la loro organizzazione, la loro lotta.

Le leggi lavorative e dell'assistenza sociale, come tutti i diritti e doveri dei cittadini, vanno applicate ai lavoratori stranieri e agli altri stranieri residenti nel paese, senza alcuna eccezione. Il partito comunista operaio vuole diritti uguali per tutti i lavoratori senza guardare alla cittadinanza, nazionalità, religione, sesso e così via. Le richieste principali del partito riguardanti la legislazione lavorativa e sociale sono le seguenti:


LEGISLAZIONE LAVORATIVA

1- Piena e incondizionata libertà di organizzazione dei lavoratori.

2- Libertà di sciopero completa e incondizionata. Gli scioperi non richiedono il permesso preventivo dello stato o di qualsivoglia autorità statale. Pagamento completo del salario durante il periodo di sciopero. Uguale diritto di accesso ai mezzi di informazione per gli scioperanti per esporre il loro caso e rispondere alle obiezioni dello stato e dei padroni. Illegale vietare lo sciopero sotto pretesti quali "interessi patriottici e nazionali", "stato d'emergenza", "guerra", eccetera.

3- Divieto di impiegare crumiri, o polizia, o personale militare per sostituire gli scioperanti, in qualunque impresa, statale o privata.

4- Diritto dei lavoratori di interrompere il lavoro mentre vengono trattati i loro reclami riguardo azioni dei padroni o dei loro funzionari, questioni di sicurezza o imprevisti problemi sul posto di lavoro.

5- Libertà di picchetto. Libertà per tutti di schierarsi nel picchetto, siano essi dipendenti dell'impresa coinvolta o no.

6- Immediata introduzione di una settimana lavorativa di trenta ore come massimo (cinque giorni lavorativi da sei ore), di venticinque nelle occupazioni pesanti, e riduzioni regolari nell'orario di lavoro ogni cinque anni. Includere nelle ore di lavoro il tempo impiegato per la pausa pranzo, gli spostamenti da casa, il tempo doccia, le classi di studio, la formazione tecnica e le ore di assemblea generale.

7- Due giorni consecutivi di riposo nella settimana. I week-end vanno cambiati in sabato e domenica (attualmente è venerdì) per conformarsi allo standard della maggior parte dei paesi, specialmente in quelli industrialmente avanzati. Ferie annuali di trenta giorni al minimo. Brevi permessi d'emergenza, in aggiunta alle feste annuali, e senza riduzione della paga, per far fronte a problemi personali non previsti. Opportunità per le donne di avere due giorni di riposo durante il periodo mestruale.

8- Divieto di straordinario. La paga normale operaia dovrebbe essere a un livello tale che nessun lavoratore sia forzato a fare straordinario per necessità economiche.

9- Primo maggio festa pubblica, come Giorno Internazionale degli Operai.

10- Otto marzo festa pubblica, come Giorno Internazionale delle Donne.

11- Divieto di lavoro a cottimo, come lavoro a pezzo o a contratto.

12- Salario minimo, fissato dai rappresentanti operai.

13- Scala mobile sul salario minimo proporzionale all'inflazione.

14- Determinare l'aumento minimo annuale dei livelli salariali tramite una contrattazione collettiva a livello nazionale tra rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori e rappresentanti del padronato e dello stato.

15- A lavoro uguale, paga uguale, sia per la donna che per l'uomo.

16- Divieto di pagare salari in natura. Divieto di ritardare il pagamento del salario. Divieto di multe o qualunque forma di deduzione dalla paga sotto qualsiasi pretesto. Pagamento del salario per assenze valide, per i periodi di malattia e convalescenza, per gli scioperi. o altri fermi della produzione per ragioni varie o a causa delle azioni del padrone.

17- Proibizione di collegare la paga operaia a condizioni o fattori che non siano l'atto lavorativo in sé (come aumento della produzione, produttività, disciplina, obiettivi, ecc.). La paga deve essere in una soluzione, come salario.

18- Proibizione del lavoro minorile. Divieto di impiego professionale di ragazzi e giovani sotto i sedici anni.

19- Divieto di assegnare lavori pesanti a donne in stato di gravidanza, o a lavoratori la cui salute sarebbe a rischio a causa delle loro specifiche condizioni fisiche. Diritto per ogni lavoratore di rifiutarsi di svolgere un lavoro che consideri essere fisicamente o mentalmente dannoso.

20- Proibizione del licenziamento. Paga intera, allo stesso livello della ultima paga ricevuta, ai lavoratori di quelle imprese che abbiano chiuso, fino al conseguimento di un nuovo impiego. Lo stato ha la responsabilità di trovare un impiego comparabile a quei lavoratori che hanno perso il lavoro perché l'impresa ha chiuso i battenti. Nuova formazione vocazionale, finanziata dallo stato, per i lavoratori la cui professione o genere di lavoro sia divenuta obsoleta per i cambiamenti tecnologici.

21- Adeguata indennità di disoccupazione, secondo l'ultima paga ricevuta, per ogni disoccupato oltre i sedici anni che sia pronto a lavorare. Adeguata indennità di disoccupazione e altre necessarie indennità per tutti coloro che per ragioni fisiche o psicologiche sono inabili al lavoro.

22- Abbassamento dell'età pensionabile a 55 anni per donne e uomini, oppure dopo 25 anni di lavoro (18 nelle occupazioni usuranti). Pagamento di una pensione equivalente alla più alta paga ricevuta. Miglioramenti delle pensioni in linea con la crescita generale del livello dei salari.

23- Assicurare un ambiente di lavoro sicuro e salubre e minimizzare i rischi lavorativi, senza riguardo ai costi, tramite l'applicazione delle risorse e dei dispositivi più avanzati che ci siano al mondo. Osservatorio medico regolare e check-up contro i rischi e le malattie professionali, tramite strutture mediche indipendenti dal padronato, e finanziate dai padroni e dallo stato.

24- Piena assicurazione dei lavoratori contro infortuni e danni dovuti al lavoro, accadano essi all'interno o al di fuori del posto di lavoro e senza che il lavoratore debba provare la negligenza del padrone o della direzione. Piena pensione ai lavoratori divenuti inabili a seguito di danneggiamenti risultanti dal lavoro.

25- Formazione di consigli di arbitrato e di decisione con membri eletti dai lavoratori.

26- È compito dei rappresentanti eletti dai lavoratori scrivere e far rispettare le regole interne dei posti di lavoro e delle unità economiche e produttive.

27- Formazione di commissioni ispettive operaie per supervisionare l'applicazione corretta della legge lavorativa in tutti i posti di lavoro, compresi i servizi domestici, e in tutti gli impianti in ogni parte del paese.

28- Obbligo per il padrone di consultarsi con i rappresentanti dei lavoratori per ogni decisione che alteri in modo sostanziale i metodi, l'orario, il posto di lavoro, e il numero di occupati.

29- Diritto dei rappresentanti dei lavoratori di ispezionare i libri dell'impresa in cui lavorano. Il padrone è obbligato a fornire ai lavoratori ogni informazione di cui abbiano bisogno nel corso dell'ispezione.


ASSISTENZA E PREVIDENZA SOCIALE

Il partito richiede e si impegna a:

1- Pagamento dell'indennità di disoccupazione, equivalente al salario minimo ufficiale, a ogni disoccupato che abbia compiuto l'età legale.

2- Pagamento della pensione statale, equivalente al salario minimo ufficiale, a ogni persona che abbia superato i 55 anni di età e non abbia una pensione di anzianità.

3- Mettere sotto la tutela dello stato tutti i bambini e i minori di sedici anni la cui sussistenza e benessere non siano appropriatamente curati dalla famiglia.

4- Sanità gratuita e per tutti. Check-up regolari e vaccinazione completa dell'infanzia. Dieta adeguata e appropriata da garantire a tutti i bambini senza tener conto del reddito, della religione, del luogo di residenza, ecc. della famiglia. Sradicare le malattie infettive ed epidemiche che sorgono in ambienti inquinati e malsani. Esame regolare di tutti contro le malattie cardiache, i tumori comuni e le infermità la cui diagnosi tempestiva è essenziale per un trattamento efficace. Innalzamento drastico degli standard della salute pubblica e della coscienza sanitaria pubblica. Espansione e organizzazione delle risorse mediche e terapeutiche in modo che sia per tutti facile accedere immediatamente a un dottore, alla medicina, al trattamento.

5- Educazione universale obbligatoria e gratuita fino ai sedici anni. Educazione superiore gratuita e universale (università e specializzazioni). Adeguate indennità [presalario] per gli studenti. Sradicare l'analfabetismo, ed elevare continuamente il pubblico livello dell'educazione e della consapevolezza tecnico-scientifica. L'educazione è il diritto di tutti, e l'accesso delle persone all'educazione e alla formazione deve essere completamente indipendente dal reddito familiare.

6- Alloggio garantito a tutti e confortevole, in termini di spazio, igiene, sicurezza e servizi (elettricità, acqua calda, servizi igienici nell'edificio, aria condizionata, riscaldamento, connessione a reti telefoniche e TV, e accesso ai servizi pubblici locali). I costi dell'abitazione non devono eccedere il 10% del reddito individuale o familiare; ogni costo extra va coperto tramite sussidi statali. Essere senza alloggio o dover vivere in alloggi mediocri non ottempera le leggi e le autorità statali sono obbligate per legge a fornire alloggio confortevole a ogni cittadino immediatamente.

7- Istallare speciali centri di servizio, come centri di cura giornaliera, asili, dopolavoro, ristoranti self-service, lavanderie moderne, ecc. sul territorio e in centri residenziali per alleviare il peso di lavoro domestico e facilitare la partecipazione di tutti alle attività sociali.

8- Creazione di strutture gratuite per lo sport, l'arte e la cultura (palestre, teatri e workshop, biblioteche) territoriali con formatori e istruttori.

9- Fornire le strutture necessarie per l'attiva partecipazione dei disabili in tutte le aree della vita sociale. Fornire equipaggiamento e strutture speciali per chi è fisicamente disabile, nei posti pubblici, sulle strade, in aree residenziali, ecc. Fornire gratuitamente la strumentazione tecnica e i dispositivi di supporto necessari per facilitare la vita quotidiana del disabile.

10- Creare infrastrutture e impianti di servizio per venire incontro ai bisogni delle persone anziane e per migliorare loro la qualità della vita. Fornire risorse e strutture necessarie per aiutare le persone anziane a continuare a partecipare attivamente e creativamente alla vita sociale.

11- Creare una rete urbana gratuita di trasporti (autobus e metro).

12- Estendere la copertura dei servizi urbani (elettricità, acqua, telefono, strutture educative, mediche e culturali, ecc.) alle zone rurali, ed eliminare la disparità nel benessere tra campagna e città.

         
Un Mondo Migliore - Parte 2 - VII

RELAZIONI INTERNAZIONALI




Il Partito Comunista Operaio d'Iran sottolinea i seguenti princìpi come base della politica governativa nelle relazioni internazionali:

1- Abolizione della diplomazia segreta. Sottomettere la politica estera e le misure diplomatiche alle leggi e decisioni dei corpi legislativi eletti dal popolo.

2- Solidarietà materiale e morale con la classe operaia e i movimenti socialisti e tutti i movimenti sociali nei diversi paesi che lottano per diritti e libertà simili a quanto contenuto in questo Programma. Esercitare pressioni politiche e diplomatiche su tutti i regimi che negano ai propri cittadini i diritti civili e individuali basilari.

3- Aiuto a instaurare e rafforzare organismi internazionali che rappresentino la libera volontà degli esseri umani e che puntino a promuovere diritti e benessere della gente in tutto il mondo. Lavorare per l'abolizione di tutti gli organi, patti, istituzioni imperialiste internazionali che violano l'eguaglianza e la libera volontà della popolazione dei diversi paesi del mondo.

4- Allocazione permanente di una parte delle risorse umane, tecniche, professionali del paese all'obiettivo di sviluppare la vita economica e culturale della popolazione nelle più misere regioni del globo.

5- Divieto per il paese di entrare in patti antiumani, egemonici e repressivi.

* * *

Il Partito Comunista Operaio d'Iran chiede alla classe operaia e a tutti coloro che condividano le finalità e gli obiettivi del partito di unirsi ai suoi ranghi.




È facile notare che il inondo capitalista è un mondo messo a testa in giù. I rapporti tra merci, formano la base dei rapporti tra le persone. Il lavoro quotidiano di miliardi di persone per costruire il inondo si manifesta come la dominazione crescente del capitale sulle loro vite. Il, fine motivazionale dell'attività economica non è la soddisfazione dei bisogni delle persone, ma la profr`ttabilità del capitale. Il progresso tecnologico e scientifico, che è la chiave del benessere e della prosperità umana, si traduce in questo sistema in ancor più disoccupazione e miseria per centinaia di milioni di lavoratori. In un inondo che è stato costruito con cooperazione e azione collettiva, è la concorrenza che regna. La libertà economica dell'individuo è solamente una maschera che cela l'obbligo inevitabile ad apparire sul mercato del lavoro giorno dopo giorno. La libertà politica dell'individuo è una copertura per la vera mancanza di diritti e di influenza politica, è un mezzo per legittimare il dominio politico e lo stato della classe capitalista. La legge non è altro che la volontà e l'interesse della classe dominante tradotti in regole obbligatorie per tutti. Da amore e compassione a diritto e giustizia, dall'arte e creatività alla scienza e alla verità, non vi è concetto in questo inondo capitalista che non porti l'impronta di questa realtà capovolta.
    Questo mondo capovolto deve essere messo in piedi. Questo è il compito del comunismo operaio. E l'obiettivo della rivoluzione comunista degli operai.



Tradotto dall'edizione inglese del dicembre 1997 (ISBN 91-973305-0-7)
Prima Edizione italiana settembre 1999


Translator: Alfonso di Torino
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